Banche italiane, crollano i crediti deteriorati: dai 196 miliardi del 2015 ai 28 miliardi di oggi
Continua a ridursi il peso dei crediti deteriorati nei bilanci delle banche italiane. A luglio 2026 il valore netto delle esposizioni problematiche si è attestato a 28 miliardi di euro, in discesa rispetto ai 28,6 miliardi registrati a marzo e ai 29,1 miliardi di dicembre 2025. È quanto emerge dal rapporto mensile dell’Abi.
Nel dato rientrano sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute o sconfinanti, considerate al netto delle svalutazioni e degli accantonamenti già effettuati dagli istituti di credito.
Il confronto con il picco raggiunto nel 2015 evidenzia una contrazione ancora più marcata: allora i crediti deteriorati netti ammontavano a 196,3 miliardi di euro. Da quel massimo la riduzione supera quindi i 168 miliardi.
A luglio 2026 le esposizioni deteriorate nette rappresentavano l’1,30% del totale dei crediti, una quota inferiore all’1,35% di marzo e all’1,39% di dicembre 2025. Nel dicembre 2015 il rapporto era invece pari al 9,8%.
Sul fronte dei tassi, ad agosto 2026 il margine sulle nuove operazioni con famiglie e società non finanziarie, calcolato come differenza tra i tassi applicati ai nuovi prestiti e quelli sulla nuova raccolta, si è attestato a 211 punti base.


