Di Angelo Maria Perrino
Le banche, si sa, hanno molto da farsi perdonare dai cittadini per le loro colpe nella quasi decennale crisi finanziaria da derivati. E si danno da fare con iniziative filantropiche e di responsabilità sociale d’impresa per recuperare immagine e fiducia dei consumatori. Ma non sempre queste iniziative sono ben focalizzate e hanno successo, sembrano più atti dovuti e gesti di lavaggio della coscienza.
Arriva ora dalla Francia un’idea facile da avviare e gestire che potrebbe fare scuola. Protagonista è il colosso bancario BNP Paribas che lancia un gesto concreto nella grande emergenza dei flussi migratori che sta sconvolgendo un’Europa distratta e impreparata: un appello al dono per i rifugiati, un regalo in denaro che parte una settimana dopo il vero e proprio elettrochoc mondiale della foto del piccolo Aylan Kurdistan. Una grande colletta per raccogliere fondi da destinare proprio ai rifugiati siriani in fuga dalla lunga guerra che affligge il paese di Assad.
La banca non ha ancora deciso se limitare la colletta ai suoi 185mila dipendenti divisi in 75 paesi in tutto il mondo o se estenderla anche ai propri clienti. Ma una cosa è decisa: ad ogni dono privato corrisponderà un versamento di pari importo della banca, entro i limiti di un milione di euro all’anno. I denari raccolti verranno consegnati per la gestione a tre ong: la Croce Rossa, Care e Medici Senza Frontiere.
Un bel gesto di solidarietà insomma, proveniente dal cuore del sistema bancario, di solito preoccupato di cercare la redditività e il profitto in ogni sua iniziativa. E soprattutto un precedente per molte aziende francesi, le big, che stanno ora inevitabilmente e meritoriamente avviando anch’esse iniziative analoghe, da Air Liquide a Sodexo, da Michelin a Total ad Axa.
E in Italia? E se anche in Italia si facesse lo stesso? Unicredit, Intesa San Paolo, Bnl, se ci siete battete un colpo! Ma anche Telecom, Generali, Fiat, Luxottica, Armani, Benetton vi date una mossa per aiutare i poveri del mondo in cerca di un lavoro e di un futuro?

