“Nessun pasticcio del Pd su Banca Etruria e Banca di Ferrara ma i pasticci li hanno fatto altri e dopo due anni di fango il Pd esce da questa vicenda a testa alta”. Dopo che “ieri il procuratore di Arezzo ha spiegato che non c’è nessun profilo penale per il padre di Maria Elena Boschi”, il segretario del Pd Matteo Renzi, intervistato a Radio Capital sul caso banche, torna ad assolvere il proprio partito nella gestione delle crisi bancarie.
Renzi infatti ha ribadito che con le audizioni della commissione di inchiesta sulle banche, in particolare dopo quella del procuratore di Arezzo, “è stato dimostrato che non eravamo noi i pasticcioni, è stato dimostrato che alcuni di questi grandi dirigenti non avevano fatto ciò che dovevano. Il tempo è galantuomo su questo e sul altre cose”.
“La vicenda della commissione di inchiesta sulle banche dimostra che la discussione di questi due anni sul pasticcio fatto dal governo sulle banche era discutibile – ha rilanciato Renzi -, adesso non ho nessuna polemica da fare, basta che la realtà sia lasciata agli atti e la commissione metta nero su bianco le cose che sono accadute”. “Dopo due anni e mezzo di fango contro il Pd, la commissione di inchiesta ha dimostrato che il Pd può guardare in faccia le persone, vale per le banche e anche per altro”, ha aggiunto Renzi.
Infine, il segretario Dem ha spiegato che la vicenda di Boschi e di Banca Etruria è stata un “gigantesco alibi per non affrontare il vero problema, che i risparmiatori che sono stati fregati dalle banche, dai manager e dalle grandi tecnocrazie che dovevano vigilare”.
La Boschi dovrà essere ascoltata in commissione d’inchiesta? “Non lo decido certo io – ha risposto Renzi – ma credo fortemente che a maggior ragione dopo ieri il luogo nel quale il ministro Boschi potrà avere giustizia saranno le querele che credo partiranno”.
