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Dsk

 

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A volte ritornano: la nuova vita di Dsk, così com'è noto in Francia, riparte dal Sudan del Sud. "Avete 10 milioni di persone, risorse umane e molte risorse minerarie. Ora c'è bisogno di attrarre investimenti esteri per far partire lo sviluppo". 

Dopo soli due anni dalla destituzione dalla presidenza del Fmi e il divorzio con la moglie Anne Sinclair, ricca ereditiera e direttrice dell'edizione francese dell'Huffington che lo ha cacciato di casa, Domenique Strauss Kahn ritorna in splendida forma più che mai nel mondo della finanza internazionale, inaugurando una banca, la National Credit Bank, a Giuba, capitale del Sudan del Sud.

I soci del nuovo istituto non sono ancora stati rivelati dalla Banca Centrale del Paese, quindi non è ancora chiaro se Dsk, coinvolto in uno scandalo sessuale anche in Francia dopo esser stato assolto dal fattaccio del Sofitel in cui la Procura di New York ha fatto cadere le accuse di aggressione sessuale ai danni della cameriera Nafissatou Diallo, abbia preso parte all'evento come investitore diretto o semplicemente come relatore d'eccellenza. Prima di assumere la presidenza del Fondo Monetario e di scendere in campo per la corsa all'Eliseo come candidato della sinistra francese, Dsk era uno stimato economista.

Il Sudan del Sud, Stato nato soltanto nel luglio 2011 per scissione dal Sudan dopo una sanguinosa guerra civile durata circa 30 anni, è uno dei Paesi più poveri del mondo, ma anche ricchissimo di petrolio. Risorsa sulla cui ripartizione dei proventi permangono contrasti con Khartum, la capitale del Sudan: i giacimenti di oro nero si trovano infatti all'80% nel Sudan del Sud, situazione che rappresenta un incredibile potenziale economico, ma la maggior parte degli impianti di raffinazione si trova invece al Nord. E così la Banca Centrale del Sudan del Sud sta cercando di creare un ambiente maggiormente market-friendly per attrarre i capitali esteri capaci di cogliere, come ha sottolineato Dsk, "le numerose opportunità di business del Paese" su cui hanno messo gli occhi anche i ricchissimi emiri arabi.

"C'è molto da fare, ma con le giuste riforme economiche, il Paese può diventare una vera potenza in Africa", ha sentenziato martedì di fronte a una folta platea di autorità locali Strauss Kahn, accompagnato a Giuba per l'occasione dal finanziere Thierry Leyne, azionista di maggioranza di Anatevka, holding finanziaria con sede in Lussemburgo e quotata alla Borsa di Parigi, ma con affari in Belgio, a Monaco, in Israele, in Svizzera e in Romania. Chissà se la vuova avventura dell'economista transalpino caduto in disgrazia avrà successo. I maligni hanno già ribattezzato la National Credit Bank come "The Scandalistico Bank".

  
 

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