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Economia

"In Europa rimangono rischi significativi per la stabilita' finanziaria". A mettere in guardia e' la Banca d'Italia nel Rapporto sulla stabilita' finanziaria. "Nell'area dell'euro - sottolinea Bankitalia - i timori di scenari estremi si sono diradati ma i rischi per la stabilita' finanziaria rimangono nel complesso elevati". Secondo l'istituto di Via Nazionale, "per i paesi piu' direttamente colpiti dalla crisi del debito, compresa l'Italia, il principale fattore di rischio e' rappresentanto dalla possibilita' che la recessione si protragga nel tempo, risentendo della spirale tra debolezza della domanda, rischio sovrano e riduzione della leva finanziaria delle banche".

SI RIDUCE RICCHEZZA FAMIGLIE E CALANO I DEBITI - "Il calo del reddito disponibile sta inducendo le famiglie a ridurre le attivita' finanziarie, comprese quelle sull'estero, e a contenere l'indebitamento". "La ricchezza complessiva lorda delle famiglie - sottolinea Bankitalia - e' in diminuzione". Secondo l'istituto "ad alleviare le difficolta' finanziarie dei nuclei familiari indebitati contribuisce la diminuzione dell'onere per il servizio del debito, dovuta alla moratoria sui mutui, al calo dei tassi di interesse a breve termine (cui sono indicizzati oltre i due terzi dei mutui immobiliari) e alla diffusione di forme contrattuali flessibili, che consentono ai mutuatari di modificare l'importo della rata senza costi addizionali". "Vi ha contribuito - aggiunge Bankitalia - il calo del tasso medio sui finanziamenti in essere, determinato dalla flessione dei tassi di interesse a breve termine, cui sono indicizzati oltre due terzi dei mutui immobiliari. In prospettiva, il graduale esaurirsi degli effetti della moratoria, scaduta lo scorso marzo, tendera' ad appesantire l'onere del debito per le famiglie; gli effetti del Fondo di solidarieta' per i mutui per l'acquisto della prima casa, nella sua attuale configurazione, dovrebbero risultare limitati". Nel comparto dei mutui per l'acquisto di abitazioni "la crescita delle sofferenze rimane contenuta. Negli altri comparti (credito al consumo, prestiti personali, altri mutui) l'incidenza dei prestiti in temporanea difficolta', i cosiddetti incagli, e' salita al 4,1 per cento alla fine del 2012, contro il 3,4 di un anno prima. Si stima che nel 2012 la quota di debito detenuta dalle famiglie vulnerabili (definite come quelle caratterizzate da un reddito disponibile inferiore al valore mediano e da un servizio del debito superiore al 30 per cento del reddito) sia rimasta al 16 per cento del debito del settore". La condizione finanziaria delle famiglie indebitate, si legge ancora nel rapporto, "e' nel complesso sostenibile. Il principale fattore di vulnerabilita' e' connesso con il prolungarsi della fase di contrazione del reddito. I rischi per gli intermediari derivanti dal settore delle famiglie sono circoscritti, anche per effetto del basso rapporto tra prestito e valore degli immobili".

IN ITALIA PROSEGUE RECESSIONE, PROGRESSI RISANAMENTO - "In Italia prosegue la recessione" ma "migliorano i saldi di finanza pubblica". "In Italia - spiega Bankitalia - i rischi per la stabilita' finanziaria sono connessi con la contrazione dell'attivita' economica". Tuttavia, osserva l'istituto di Via Nazionale, "segnali positivi derivano dai progressi conseguiti nel campo della finanza pubblica, che rendono possibile l'abrogazione della Procedura per i disavanzi eccessivi da parte delle istituzioni europee, e dal miglioramento del saldo corrente della bilancia dei pagamenti, tornato positivo per la tenuta delle esportazioni, oltre che per il calo delle importazioni". Il settore immobiliare registra un calo dei prezzi e delle compravendite. Sulle prospettive di breve periodo gravano la difficile fase congiunturale e le tensioni nell'offerta di mutui. I rischi per il sistema bancario sono riconducibili prevalentemente alle esposizioni verso le imprese di costruzione.

IMPRESE SEMPRE PIU' IN SOFFERENZA, PESANO DEBITI P.A. - "Le condizioni finanziarie e di liquidita' delle imprese sono peggiorate; le difficolta' di rimborso dei prestiti bancari sono aumentate". "La condizione delle imprese risente della fase ciclica negativa - sottolinea Bankitalia - pesa l'accumulo di crediti commerciali nei confronti delle amministrazioni pubbliche, oltre che la difficolta' di reperire finanziamenti. Benefici potranno derivare da una rapida attuazione del recente provvedimento sul pagamento di una prima parte dei debiti commerciali del settore pubblico". I principali fattori di rischio per il settore delle imprese, spiega Bankitalia, sono rappresentati dal protrarsi della fase ciclica negativa e dalle difficolta' di accesso al credito, fenomeni che tendono a rafforzarsi a vicenda. In tale contesto, difficile per tutti i comparti produttivi, le aziende dei settori connessi con l'attivita' edilizia appaiono in condizioni di particolare fragilita'.

SALE QUOTA TITOLI ITALIANI IN MANO INVESTITORI ESTERI - Aumenta la quota dei titoli pubblici italiani detenuta da investitori esteri. "Dalla primavera del 2012 - spiega Bankitalia - si e' assistito a una ripresa degli acquisti netti di titoli pubblici italiani da parte di investitori non residenti. Per i mesi piu' recenti i saldi del sistema Target 2 confermano questa tendenza". L'Istituto di Via Nazionale segnala che lo scorso settembre la quota dei titoli pubblici italiani detenuta da soggetti non residenti era risalita intorno al 29%, un valore tra i piu' bassi nel confronto internazionale".

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