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Economia

Il Pil italiano si contrarra' dell'1,9% quest'anno per poi risalire dello 0,7% il prossimo. La previsione e' contenuta nel Bollettino economico della Banca d'Italia che rivede al ribasso le proiezioni pubblicate a gennaio, quando si stimava che il calo del prodotto nel 2013 potesse essere limitato all'1%. La revisione, spiegano i tecnici di via Nazionale, e' attribuibile all'andamento dell'attivita' economica nella prima meta' dell'anno, inferiore a quanto previsto in gennaio per effetto soprattutto del rallentamento degli scambi internazionali e del protrarsi delle tensioni sul mercato del credito che hanno ritardato l'uscita dalla fase recessiva.

Secondo Bankitalia, "l'attivita' economica si stabilizzerebbe alla fine di quest'anno". La ripresa si rafforzerebbe poi nel 2014, "con una crescita dello 0,7 per cento in media d'anno, grazie all'accelerazione degli scambi con l'estero e al graduale recupero degli investimenti produttivi. Questi ultimi", ossreva il Bollettino, "sarebbero favoriti dal miglioramento delle condizioni di liquidita' delle imprese, associato agli effetti dello sblocco dei pagamenti dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche".

Sulla ripresa dell'attivita' economica tra la fine del 2013 e l'inizio del 2014 gravano pero' "rischi al ribasso, legati principalmente alle prospettive dell'economia globale, alle condizioni di liquidita' delle imprese e a quelle dell'offerta di credito. La domanda estera potrebbe risultare piu' debole di quanto ipotizzato se il ritmo di crescita delle principali economie emergenti dovesse diminuire e la debolezza ciclica in Europa dovesse protrarsi". Lo scenario inoltre, aggiunge Palazzo Koch, e' "condizionato alla piena attuazione ed efficacia delle misure di politica economica: il provvedimento di sblocco dei debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche potrebbe rivelarsi meno efficace di quanto ipotizzato, se non venissero rispettati i tempi di pagamento previsti o se le imprese, a fronte di elevati margini di capacita' inutilizzata e di una domanda debole, accantonassero per scopi precauzionali una quota rilevante della liquidita' ricevuta". Ulteriori rischi sono infine legati a eventuali aumenti degli spread sui titoli di Stato, "che l'alto debito pubblico e le deboli prospettive di crescita del nostro paese rendono ancora sensibili alle variazioni del clima di fiducia degli investitori e alle valutazioni degli analisti. Il conseguimento degli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici", avverte Bankitalia, "e' condizione necessaria per il contenimento dei premi per il rischio; occorre altresi' evitare che questi risentano negativamente di incertezze sul quadro interno. Un aumento degli spread si ripercuoterebbe sulla provvista delle banche e quindi sulla disponibilita' e sul costo del credito a imprese e famiglie".

CONDIZIONI CREDITO ANCORA TESE, PMI IN DIFFICOLTA' - Le condizioni del mercato del credito rimangono tese. Il giudizio e' della Banca d'Italia, secondo cui "nei primi quattro mesi dell'anno si e' accentuata la flessione dei prestiti alle famiglie e, in misura maggiore, alle imprese. Le difficolta'", sottolinea il Bollettino economico di via Nazionale, "sono generalizzate, ma piu' accentuate per le aziende piccole e medie, con minori possibilita' di sostituire i prestiti bancari con altri finanziamenti". La flessione dei prestiti, spiegano i tecnici di Palazzo Koch, "rispecchia la perdurante debolezza della domanda di credito, ma continua a risentire anche dell'orientamento restrittivo dell'offerta. Nonostante la liquidita' abbondante, le politiche di prestito delle banche sono frenate dal peggioramento del rischio di credito provocato dal prolungarsi della recessione. L'accresciuta rischiosita' dei prestiti si riflette sul costo del credito, contrapponendosi agli effetti favorevoli derivanti dalle riduzioni dei tassi ufficiali e dal parziale rientro delle tensioni sul mercato del debito sovrano. Il tasso annuo di ingresso in sofferenza nel primo trimestre del 2013 e' salito al 2,8 per cento per il complesso dei finanziamenti, al 4,5 per i soli prestiti alle imprese. In base agli indicatori prospettici, il flusso di sofferenze rimarrebbe elevato nella restante parte dell'anno. L'assetto patrimoniale delle banche, rafforzatosi nel 2012, rimane tuttavia nel complesso solido".

ALLARME DISOCCUPAZIONE, SFIORERA' 13% NEL 2014 - "Le condizioni del mercato del lavoro, che tipicamente reagiscono con ritardo alla dinamica dell'attivita' produttiva, continuerebbero a deteriorarsi, mostrando una timida ripresa solo nella seconda meta' del 2014". Secondo via Nazionale "il numero di occupati diminuirebbe di circa l'1,5 per cento nel biennio 2013-14; il tasso di disoccupazione, che al netto dei fattori stagionali ha superato il 12 per cento nel maggio di quest'anno, sfiorerebbe il 13 per cento nel corso del prossimo".

DA PAGAMENTO DEBITI PA +0,1% PIL 2013 E +0,5% 2014 - "Il provvedimento sui debiti commerciali delle Amministrazioni pubbliche, nell'ipotesi di una sua efficace attuazione, potrebbe contribuire alla crescita del prodotto per circa 0,1 punti percentuali quest'anno e 0,5 il prossimo". "Queste stime sono comunque soggette a un ampio margine di incertezza, date le difficolta' di anticipare le destinazioni d'uso dei fondi da parte delle imprese e la possibilita' di ritardi nell'effettiva erogazione dei rimborsi".

INDUSTRIA, PRODUZIONE IN AUMENTO ANCHE A GIUGNO - Dopo tre cali consecutivi la produzione industriale ha registrato "un modesto aumento in maggio" e "anche in giugno". "Nella media del secondo trimestre l'attivita' nel settore manifatturiero si sarebbe comunque ridotta di oltre mezzo punto percentuale. Negli ultimi mesi gli ordinativi industriali", si legge nel Bollettino economico, "hanno tuttavia ripreso a crescere grazie al contributo della componente estera, a fronte di una persistente debolezza di quella interna".

INFLAZIONE FERMA ALL'1,5% NEL 2013 E NEL 2014 - Inflazione sotto controllo in Italia. Il costo della vita si manterra' attorno all'1,5 per cento nella media del 2013 e dell'anno successivo. Lo stima la Banca d'Italia che incorpora nelle sue valutazioni anche "l'ipotesi tecnica dell'aumento dell'Iva attualmente previsto nel prossimo ottobre".

BANCHE, REDDITIVITA' IN CALO MA PATRIMONIO SOLIDO  - Redditivita' in calo ma posizione patrimoniale "complessivamente solida" per le banche italiane. Il giudizio e' della Banca d'Italia secondo cui nei primi tre mesi dell'anno il Roe dei primi cinque gruppi bancari italiani e' sceso di circa due punti percentuali, al 2,7 per cento. Il margine di intermediazione, rileva il Bollettino economico di Palazzo Koch, e' diminuito del 13 per cento, principalmente per la flessione del margine di interesse, condizionato dalla dinamica dei tassi di mercato e dal calo dei volumi intermediati, e per il venir meno dei ricavi da negoziazione realizzati nel primo trimestre del 2012. Secondo i tecnici di via Nazionale, l'azione di contenimento dei costi (-5,1 per cento) ha permesso di attenuare il calo del risultato di gestione (-22,4 per cento); su quest'ultimo hanno inciso per circa il 60 per cento le rettifiche di valore su crediti (cresciute del 3,8 per cento). Nello stesso periodo i coefficienti patrimoniali dei cinque maggiori gruppi sono rimasti stabili. Alla fine di marzo, segnala il Bollettino, il coefficiente relativo alla componente patrimoniale di piu' elevata qualita' (core tier 1 ratio) si attestava al 10,8 per cento; i coefficenti riferiti al patrimonio di base e a quello complessivo erano pari, rispettivamente, all'11,5 e al 14,4 per cento".

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