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Economia
La caduta degli dei : Bazoli e Pesenti indagati in Ubi

Ubi Banca, la caduta degli dei? Probabilmente gli strenui oppositori dei poteri forti si stanno sfregando le mani, perchè Giovanni Bazoli, il banchiere presidente del consiglio di sorveglianza di Banca Intesa e Giampiero Pesenti, nome di spicco dell'imprenditoria italiana fondatore del gruppo Italcementi e fino a poco tempo fa consigliere di amministrazione di Rcs, risultano indagati dalla Procura di Bergamo nell'ambito di un'inchiesta che riguarda i vertici di Ubi Banca, quinto gruppo bancario, per ostacolo alla vigilanza, truffa e riciclaggio. Da questa mattina, infatti, gli uomini delle Fiamme Gialle, coordinati dal Pm Fabio Pelosi, sono negli uffici bergamaschi per perquisizioni ai danni di Ubi.

Bazoli è indagato in qualità di presidente del Consiglio direttivo dell'Associazione Banca Lombarda e Piemontese. Pesenti, coinvolto in un altro filone di indagine, è indagato per truffa e riciclaggio con Giampiero Bertoli, Alessandro Maggi e Guido Cominotti. Con Bazoli, per ostacolo alle funzioni di vigilanza, risultano indagati anche Franco Polotti, presidente del Consiglio di gestione di Ubi Banca, Andrea Moltrasio, presidente del consiglio di sorveglianza, Mario Cera, vicepresidente del comitato di sorveglianza, e i consiglieri Victor Massiah (consigliere delegato) e Italo Lucchini.

Proprio in Ubi Leasing, la Gdf si è recata presso la Direzione Credito Anomalo e gli uffici del Servizio Recupero e Vendita Beni. Perquisizioni delle Fiamme Gialle sono in corso anche negli uffici di Bertoli, Alessandro Maggi, ex direttore generale, e Cominotti. Nei loro confronti sono appunto ipotizzati dalla magistratura di Bergamo i reati di truffa aggravata e riciclaggio.

Il faro sull'attività di Ubi Leasing non è una novità, visto che già Bankitalia lo aveva posato nel recente passato ed è stato oggetto di esposti alle Procure. Proprio via Nazionale, tra il giugno e l'ottobre 2012, ha ispezionato l'istituto e alla fine ha comminato una sanzione da 360mila euro a vecchi e nuovi manager, sindaci inclusi. In quell'occasione, sono venuti al pettine di Bankitalia i nodi legati ad alcuni affidamenti e dossier sui quali si era già concentrata l'attenzione di Giorgio Jannone, ex deputato Pdl a lungo critico coi vertici di Ubi e in corsa nell'assemblea dell'aprile 2013 per il rinnovo dei consigli.

Nel mirino della Vigilanza, oltre alle critiche agli organi collegiali, in quell'occasione sono andati gli iter decisionali che hanno portato ad esempio a concedere un leasing nautico a favore di Massimo Crespi, imprenditore degli yacht arrestato per evasione e frode fiscale. Proprio intorno a un suo yacht ruota un'operazione da 3,5 milioni che coinvolge anche il nome di Pesenti. Secondo le denunce del passato, infatti, l'imbarcazione da 12 milioni di valore sarebbe stata affidata in leasing a Crespi, che avrebbe poi smesso di pagare andando in insolvenza. Alla fine, anche dopo offerte superiori, la barca sarebbe stata venduta appunto per 3,5 milioni e farebbe capo a una società battente bandiera cipriota riconducibile a Italcementi. Tra le denunce più "pittoresche" di Jannone erano finiti anche i rapporti con l'Impresa Anemone Costruzioni, di Diego Anemone, e con Lele Mora, al quale era stato finanziato un aereo Cessna, poi ritirato per insolvenza e rivenduto per soli 60mila euro.

Non solo. Come sottolinea Dagospia, la figlia di Bazoli, Francesca, nel 2012 era proprio il vicepresidente di Ubi Leasing. Per quanto la manager non sembrasse fin da subito essere coinvolta nelle presunte operazioni irregolari ora nel mirino della magistratura, quel ruolo contribuì a far saltare la sua candidatura per il rinnovo del consiglio di gestione di Ubi Banca, risalente alla primavera del 2013.

 

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