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Bce, che cosa cambia davvero con le nuove banconote? “Quelle da 500 manterranno il loro valore, ma la vera rivoluzione sarà l’euro digitale”

La nuova serie non includerà la banconota da 500 euro, la cui emissione è stata interrotta definitivamente nel 2019. L’analisi del numismatico Gerardo Vendemia

Bce, che cosa cambia davvero con le nuove banconote? “Quelle da 500 manterranno il loro valore, ma la vera rivoluzione sarà l’euro digitale”

Bce, nuove banconote in arrivo e addio a quella da 500 euro. Ma che cosa cambia davvero? L’analisi del numismatico Gerardo Vendemia

A oltre vent’anni dall’introduzione dell’euro, la Banca Centrale Europea si prepara a rinnovare l’aspetto delle banconote. Ma cosa c’è dietro e cosa cambia davvero? “Rinnovare le banconote è necessario innanzitutto per contrastare la falsificazione. Ma è anche un modo per aggiornare la veste grafica e migliorare i materiali in un ottica di sostenibilità, rendendo ogni banconota più resistente ed efficiente nel tempo. L’obiettivo è farle diventare più rappresentative per i cittadini europei”, spiega ad Affaritaliani il numismatico Gerardo Vendemia, titolare di Cartamoneta.com e autore del libro “Collezionare il futuro – Dalla passione per le banconote alla creazione di un personal brand”.

Il progetto della BCE, ricapitola l’esperto, segue un percorso preciso, avviato a dicembre 2021. Dopo la consultazione pubblica del 2023, che ha coinvolto oltre 365mila cittadini dell’Ue, sono stati scelti due temi: “cultura europea” e “fiumi e uccelli”. Nel 2025 è stato lanciato il concorso grafico e, entro la fine del 2026, verranno selezionati i bozzetti finali. “Mi auguro che la scelta ricada sul tema della ‘cultura europea’. Già in passato, nella fase di progettazione della prima serie, questo approccio si è scontrato con resistenze legate ai nazionalismi. Oggi, una scelta in questa direzione rappresenterebbe un segnale forte e concreto di coesione e identità europea”, spiega Vendemia. Ma quando saranno disponibili le nuove banconote? “Dopo la fase tecnica, che porterà, tra test e adattamenti, all’introduzione dei nuovi biglietti, presumibilmente tra il 2028 e il 2030. Pertanto, prima che entrino effettivamente in circolazione, potrebbero essere necessari ancora diversi anni”, spiega il numismatico.

Che fine fa la banconota da 500 euro?

La nuova serie non includerà il taglio da 500 euro. La decisione risale al 4 maggio 2016, quando il Consiglio direttivo della BCE ha stabilito che questa banconota non avrebbe fatto parte della serie Europa. La produzione è stata progressivamente interrotta fino al 2019: le banche centrali dell’Eurosistema hanno distribuito le ultime banconote fino al 26 gennaio di quell’anno, con una proroga fino ad aprile per Germania e Austria per motivi logistici. “Ma non c’è da preoccuparsi – spiega Vendemia – Le banconote da 500 euro già in circolazione restano valide: mantengono il loro valore, possono essere utilizzate per i pagamenti e cambiate senza limiti di tempo presso le banche centrali dell’Eurosistema. Anche gli operatori professionali continuano a utilizzarle e ricircolarle”. La loro diffusione si è comunque ridotta nel tempo: “Nel 2015 circolavano 613 milioni di esemplari, per un valore di oltre 300 miliardi di euro. Oggi ne circolano 204 milioni, per un valore di oltre 100 miliardi di euro“, sottolinea l’esperto.

Ma cos’è che distingue il valore di un biglietto da un altro? “Non tutte le banconote sono uguali. Solo alcune serie hanno un reale valore collezionistico. A fare la differenza sono diversi dettagli tecnici. Le banconote possono riportare le firme dei presidenti della BCE, da Wim Duisenberg a Jean-Claude Trichet fino a Mario Draghi, e, in alcuni casi specifici, queste varianti risultano più rare. Un altro elemento chiave è il codice alfanumerico presente sulla banconota, una sorta di ‘carta d’identità’ che indica officina di stampa, cliché utilizzato e posizione nel foglio di produzione. Tra le più ricercate ci sono alcune emissioni particolari, come quelle stampate in Irlanda, che hanno interesse in qualsiasi stato di conservazione. In generale, però, il valore riguarda soprattutto gli esemplari perfetti, quelli che nel nostro linguaggio definiamo Fior di Stampa”, spiega Vendemia.

Intanto, lo sguardo si sposta sul futuro. Se, infatti, qualche anno fa si immaginava che la moneta digitale avrebbe sostituito totalmente il contante, successivamente si è affermato un approccio diverso, che punta a garantire la libertà di scelta del mezzo di pagamento del cittadino. “La direzione sembra essere quella della coesistenza tra contante e strumenti digitali in un sistema sempre più integrato. A questo scenario si affianca l’introduzione delle nuove banconote e, soprattutto, il progetto dell’euro digitale, sul quale la Bce e la Banca d’Italia stanno investendo molto e in modo deciso. A differenza dei sistemi di pagamento tradizionali, l’euro digitale non prevede commissioni per chi invia o riceve denaro, e la gestione dei pagamenti fa capo direttamente alla Bce e non a intermediari. Potrebbe essere questa la vera rivoluzione del futuro”, conclude Vendemia.

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