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Economia
Corte Ue: acquisti Bce rispettano i trattati. E Draghi bacchetta i tedeschi

Gli acquisti di bond da parte della Bce con il programma Omt (Outright Monetary Transictions) sono "in linea" con le leggi europee "se vengono rispettate alcune condizioni". E' quanto emerge dal parere legale preliminare, sollecitato da politici e accademici tedeschi, che l'Avvocato generale della Corte europea del Lussemburgo, Pedro Cruz Villalon ha fornito sulla legittimita' dell'Omt, ovvero il meccanismo con cui la Bce potra' procedere all'acquisto dei bond.

Piu' nel dettaglio la Bce deve spiegare in modo "chiaro e preciso" le circostanze straordinarie che richiedono l'avvio del programma e, si legge ancora nel parere, l'Omt e' legittimo "a condizione che non ci sia alcun coinvolgimento diretto nel programma di assistenza finanziaria che si applica allo Stato interessato". Il parere potrebbe vincolare le decisioni Eurotower in occasione del direttivo del 22 gennaio.  Il parere dell'Avvocato generale della Corte europea non e' vincolante per la Bce e chiarisce che l'Omt e' "necessario e proporzionato", a patto che la banca centrale europea non si assuma il rischio di renderlo vulnerabile a un'eventuale insolvenza. Per questo deve spiegare le ragioni per cui intende adottarlo e non deve essere coinvolta nell'assistenza finanziaria dello Stato interessato. In definitiva il parere, seppure condizionato, spiana la strada all'avvio di un piano di acquisto di bond.

Sull'argomento è tornato anche il numero uno dell'Eurotower, Mario Draghi. La Bce non ha "possibilita' di azione illimitate" in vista del direttivo del 22 gennaio, sostiene il presidente della Bce, secondo il quale per assicurare la stabilita' dei prezzi nell'Eurozona serve una politica monetaria espansiva. E' quanto emerge dalle anticipazioni di un'intervista che Draghi ha concesso al giornale tedesco Die Zeit, in cui sottolinea anche che i tedeschi devono capire che la Bce ha un mandato pan-europeo a mantenere la stabilità dei prezzi.

Secondo il numero uno dell'Eurotower, per raggiungere a medio termine l'obiettivo di un'inflazione, al 2%, la Bce deve "mantenere i tassi bassi e lavorare a una politica monetaria espansiva che accompagni la crescita". Draghi ammette che all'interno del direttivo ci sono differenti posizioni su come rispettare il mandato dell'istituto "ma le possibilita' che abbiamo di agire non sono illimitate".  "Tutti i membri del direttivo della Bce sono determinati ad adempiere pienamente al nostro mandato" spiega Draghi, rispondendo a chi gli chiede se pensa di lanciare un programma di acquisto bond e dunque di avviare il quantitative easing. "Certamente - aggiunge - ci sono differenze su come possiamo farlo. Ma le possibilita' di azione che abbiamo non sono illimitate". Secondo Draghi, "i rischi di deflazione sono ancora bassi ma in definitiva sono maggiori che un anno fa". Inoltre Draghi considera una buona cosa il calo dei prezzi del petrolio, anche se influenzano negativamente le aspettative di inflazione. Il pericolo, secondo il presidente della Bce, e' che i consumatori inizino a dubitare che l'inflazione possa risale al 2%. "E questo - spiega - farebbe aumentare il rischio di recessione".

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