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Draghi: “Bce pronta ad agire”. E il falco Weidmann apre al Qe

La Bce è pronta ad “adottare nuove misure”, anche se “i rischi di deflazione sono limitati”. Per una volta a essere meno cauto è il falco Jens Weidmann, numero uno della Buba: l’acquisto di titoli dalle banche “non è fuori questione”

La Bce è pronta ad “adottare nuove misure” per garantire la stabilità dei prezzi qualora l’inflazione scenda al di sotto di quanto stimato per i prossimi anni (1% nel 2014, 1,3% nel 2015 e 1,5% nel 2016). Il presidente dell’Eurotower è sempre ai blocchi di partenza. Anche se, per ora, nuov interventi paiono improbabili, perché “i rischi di deflazione sono limitati e anche il tasso di cambio dell’euro è un fattore che contribuisce a mantenere bassa l’inflazione”.

Per una volta, a sbilanciarsi non è l’ex governatore di Bankitalia, ma il “falco” Jens Weidmann, presidente della Bundesbank e membro del consiglio della Bce. Se fino a ora Weidmann è stato uno dei più rigidi oppositori alla linea espansiva di Draghi, adesso corregge il tiro: l’acquisto di titoli posseduti dalle banche per contrastare la deflazione “non è fuori questione”. Un sostenitore in più per Draghi, che appena quattrio giorni fa ha incassato il sì della corte costituzionale tedesca sul fondo salva stati.

Non si tratta di un cambio repentino di rotta. Weidamnn sottolinea che “le misure non convenzionali che stiamo valutando sono in gran parte un territorio inesplorato. Abbiamo bisogno di una discussione sulla loro efficacia e anche sui loro costi e i loro effetti collaterali”. Ma, e qui la novità, “questo non significa che un programma di quantitative easing sia in generale fuori questione”. Cosa significa? Se per il banchiere tedesco resta “inconcepibile” l’acquisto diretto di titoli di Stato emessi dai governi sul mercato primario, è possibile invece comprarli da banche, investitori e risparmiatori sul mercato secondario”.