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La Bce conferma: finalmente la ripresa

 

 

draghi

Finalmente la ripresa. A confermarlo è addirittura la Bce, che nel suo bollettino mensile conferma di attendersi “una graduale ripresa dell’economia dell’Eurozona”.  Ed è merito anche dell’Italia.

Gli uomini di Draghi, infatti, scrivono che “ci si attende un lento recupero del Pil, soprattutto sulla scorta di un progressivo miglioramento della domanda interna sostenuta dell’orientamento accomodante della politica monetaria”.

Secondo l’Eurotower, la frammentazione finanziaria dell’Eurozona si è ridotta anche in virtù dei progressi fatti da Spagna e Italia. “Dopo sei trimestri con il segno negativo, nel secondo trimestre del 2013 il Pil in termini reali nell’area dell’euro è cresciuto dello 0,3% sul periodo precedente. L’andamento dei dati sulla produzione industriale segnala un’espansione in certa misura più debole al principio del terzo trimestre, mentre gli indicatori del clima di fiducia basati sulle indagini congiunturali fino a settembre mostrano un ulteriore miglioramento a partire da bassi livelli, confermando nel complesso le precedenti aspettative del Consiglio direttivo circa una graduale ripresa dell’economia”.

Bene anche il fronte delle esportazioni. “Nell’area dell’euro l’attività economica dovrebbe altresì beneficiare di un graduale rafforzamento della domanda esterna di esportazioni”. Non solo: per la Bce “i miglioramenti complessivi registrati dall’estate scorsa nei mercati finanziari sembrano trasmettersi via via all’economia reale, al pari dei progressi realizzati nel risanamento dei conti pubblici”.

Certo, qualche rischio resta, ma Draghi assicura che continuuerà a fare  la sua parte. Il Bollettino spiega infatti  che le prospettive di inflazione sono moderate “tenuto conto della debolezza generalizzata dell’economia”. E aggiunge che “il Consiglio direttivo Bce conferma di attendersi che i tassi di interesse di riferimento rimangano su livelli pari o inferiori a quelli attuali per un prolungato periodo di tempo”

Uniche note dolenti restano la disoccupazione, che per la Banca centrale europea nell’area dell’euro rimane elevata, e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato, che continueranno a pesare sulle prospettive di crescita.