Bce tra l’incudine e il martello, solo tre giorni al verdetto sui tassi
Mancano solo tre giorni al verdetto della Bce sui tassi. L’11 giugno la Banca Centrale Europea svelerà la sua mossa. La presidente Christine Lagarde, secondo gli analisti, dovrebbe optare per un aumento dei tassi (forse non l’unico del 2026), ma la situazione a livello internazionale è così instabile da non poter escludere anche altri scenari.
L’ipotesi più probabile resta quella dell’aumento dello 0,25%, portando i tassi al 2,25%. Questo scenario non si verifica da tre anni. Secondo le opinioni raccolte da Bloomberg, la Banca centrale alzerà di un quarto di punto i tassi tra tre giorni, con una ulteriore mossa possibile entro fine anno (la maggioranza propende per settembre) portando così il tasso sui depositi al 2,5%.
Gli economisti ritengono poi che la Bce giovedì vedrà al rialzo le stime sull’inflazione per il 2026 (al 3,5%) e il 2027 e al ribasso quelle della crescita del Pil dell’eurozona, che si limiterà a un +0,6%. Proprio questi numeri, poco rassicuranti, fanno pensare però anche ad altre ipotesi. La Bce – sostiene Mike Bell, Market Strategist, RBC Bluebay – si trova tra l’incudine e il martello. I costi degli input stanno aumentando rapidamente, mentre i nuovi ordini sono in calo. Poiché la Bce non ha un duplice mandato ed è focalizzata esclusivamente sull’inflazione, ci aspettiamo che a giugno aumenti il tasso sui depositi. Tuttavia, considerati i rischi al ribasso per le prospettive di crescita, la Bce potrebbe essere prudente nel segnalare ulteriori rialzi dei tassi. Anche qualora la Bce dovesse aumentare nuovamente i tassi più avanti nel corso dell’anno, è difficile immaginare che possa spingersi oltre quanto il mercato stia già scontando“.

