Il commento a cura del Dipartimento Gestioni Patrimoniali dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) in previsione del meeting della Bce
Fari puntati sulla Banca centrale europea, che con il petrolio sempre orientato al rialzo – oggi il barile di Brent ha ampiamente superato 102 dollari – con ogni probabilità procederà a un nuovo rialzo dei tassi di interesse. Un rialzo atteso nella misura di 0,25 punti percentuali, con cui il principale riferimento sul costo del denaro per l’area euro salirebbe al 2,50%; si tratta del valore più elevato dall’aprile del 2025, quando la Bce effettuò una riduzione dei tassi al 2,25%.
Per il Dipartimento Gestioni Patrimoniali dello IOR (Istituto per le Opere di Religione) il meeting di oggi si colloca “in una fase particolarmente delicata per i mercati obbligazionari e apre una sequenza di riunioni delle principali banche centrali, chiamate nelle prossime settimane a fornire indicazioni importanti sull’evoluzione della politica monetaria. Più che il rialzo del tasso di riferimento di 25 punti base, ormai ampiamente scontato dal mercato, l’attenzione degli investitori sarà rivolta all’aggiornamento delle proiezioni di inflazione e crescita, che potrebbe offrire indicazioni più significative sull’orientamento della politica monetaria nei prossimi mesi”, si legge in una nota.
“Le ultime stime macroeconomiche pubblicate dalla Bce- prosegue la nota dello Ior- risalgono al meeting di giugno. Alla luce dell’evoluzione del quadro economico negli ultimi mesi, le nuove previsioni potrebbero incorporare variazioni più significative per il 2027, quando gli effetti dello shock energetico potrebbero trasmettersi in misura più evidente alle altre componenti dell’inflazione”. “Le proiezioni di giugno- ricorda lo Ior in una nota- indicavano per il 2027 un’inflazione core al 2,5% e un’inflazione headline al 2,3%, entrambe già superiori al target della Bce. I dati pubblicati successivamente hanno tuttavia evidenziato una maggiore resilienza dell’attività economica e una dinamica dei prezzi più sostenuta rispetto a quanto incorporato nello scenario di giugno”.
“Le sorprese positive su crescita e inflazione aumentano pertanto la probabilità di una correzione verso l’alto delle stime, soprattutto sul 2027, orizzonte sul quale assumono maggiore rilevanza i possibili effetti indiretti dello choc energetico sulle componenti non energetiche. L’aggiornamento del quadro macroeconomico sarà quindi determinante nel definire il tono del meeting”, si legge ancora.
“Una crescita più resiliente rispetto alle attese di giugno e un’eventuale revisione al rialzo dell’inflazione per il 2027 rafforzerebbero la valutazione di pressioni sui prezzi ancora persistenti. Al contempo, l’aumento dei rischi di coda, legati soprattutto all’evoluzione del contesto geopolitico e dei mercati energetici, accresce l’incertezza intorno allo scenario centrale. In conferenza stampa, Lagarde dovrebbe mantenere un tono bilanciato. Da un lato, la maggiore resilienza dell’attività economica e la persistenza delle pressioni inflazionistiche giustificano un orientamento più prudente; dall’altro, l’aumento dei rischi di coda e l’elevata incertezza sul quadro macroeconomico rendono più complessa la valutazione della traiettoria futura della politica monetaria. In questo contesto, la Bce dovrebbe ribadire un approccio dipendente dai dati e definito riunione per riunione, senza fornire indicazioni esplicite sulle prossime decisioni sui tassi”, conclude la nota.


