Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » La Bundesbank stronca Draghi: “Ferma le riforme in Italia”

La Bundesbank stronca Draghi: “Ferma le riforme in Italia”

Il giorno dopo l’annuncio del quantitative easing da parte di Mario Draghi, le distanze tra i sostenitori della decisione della Bce e i suoi detrattori non si colmano. I tedeschi, in particolare, manifestano di non aver digerito l’operazione. La cancelliera Angela Merkel da Firenze, dove ha incontrato il premier italiano Matteo Renzi, sottolinea che “la decisione della Bce non deve frenare il fervore per le riforme e questo vale per tutti e non solo per l’Italia”.

Al contrario, tutti i governi europei dovranno lavorare in modo ancora piu’ determinato per sgombrare le barriere alla crescita. Ancora piu’ diretto il ministro dell’Economia tedesco Wolfgang Schaeuble: “Mi sembra di capire – ha detto a Davos – che anche il presidente della Bce, Mario Draghi, non crede che la crescita dipenda dall’operazione di Qe”. Pone l’accento sulla rischiosita’ del Qe anche il presidente della Bundesbank Jens Weidmann: “Non e’ uno strumento come gli altri – dice – e porta con se’ rischi, in particolare quello che non si facciano solide politiche fiscali”.

Sul fronte opposto gli italiani e i francesi. Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco assicura che il quantitative easing “sara’ efficace per entita’ e durata”. “C’e’ stata unanimita’ nel riconoscere questo strumento come utile e c’e’ stata una maggioranza molto ampia sul fatto di usarlo adesso. Molti sono stati a favore, altri non hanno obiettato”.

*BRPAGE*

Il programma, che iniziera’ a marzo, ha un avvio “sufficientemente veloce” ed e’ “open ended” cioe’ “senza limiti di tempo”. “Per cui – spiega Visco – se vedremo difficolta’ nel raggiungimento del nostro target dovremo continuare”. In pratica, il piano di acquisti potra’ essere prolungato oltre il settembre 2016, per raggiungere il target di un’inflazione vicina al 2%. In questo caso, spiega il Governatore, “senza mai pre-impegnarci, valuteremo cosa fare. Il nostro obiettivo a medio termine e’ arrivare vicino al 2% e siamo molto lontani da questo target”. Tuttavia per Visco la politica monetaria da sola non e’ sufficiente. “Da qui in avanti – ha detto – bisogna lavorare per essere sempre piu’ uniti dal punto di vista fiscale e politico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda Renzi: “Le decisioni di ieri sono un passo in avanti importante, ma non decisivo: guai a pensare che per uscire dalla situazione di stagnazione, di deflazione, possa bastare una sola misura”. Il presidente del Consiglio ha poi rassicurato la Merkel: con i nuovi segnali arrivati dalla commissione europea e dalla Bce nel senso di una maggiore spinta alla crescita, “l’impegno sulle riforme non viene meno, anzi deve essere piu’ forte”. Quella della Bce “e’ una misura importante, attesa, decisa per un periodo lungo e capace di gettare liquidita’ nel sistema”, ha affermato il presidente francese Francois Hollande da Davos. “La Bce e’ riuscita nel suo obiettivo di porre un limite all’inflazione” e questa misura, ha aggiunto “ci spingera’ a fare di piu’ sul lavoro e sulla crescita”.