Modello Autogrill per United Colors. Lo scopo sarebbe quello di far emergere valore dai diversi segmenti in cui si articola l’impero Benetton, preparando allo stesso tempo la successione ad Alessandro, che secondo alcuni rumors, sarebbe intenzionato a ritornare al primo amore e cioè alla guida operativa della sua “21 Partners” (ex 21 Investimenti) dopo aver traghettato il gruppo nel complesso passaggio del delisting e del rilancio. Il tutto, approfittando anche della posizione defilata del presidente-fondatore, Luciano Benetton, visto spesso come un pò troppo protagonista per non entrare in conflitto con i molti amministratori delegati passati per Ponzano Veneto alla guida del gruppo dei maglioncini colorati.
E così al consiglio di amministrastrazione del 28 novembre, secondo alcune indiscrezioni, il presidente Alessandro Benetton potrebbe portare sul tavolo dei consiglieri lo studio commissionato un anno fa alla società di consulenza Boston Consoulting che propone una scissione del gruppo in tre settori. Il primo comprenderebbe la componente della moda, dei marchi (Benetton, Sisley e PlayLife) e della comunicazione, il secondo gli stabilimenti produttivi e il terzo il ramo dei negozi e dei patrimoni immobiliari. Tre diversi comparti da affidare ciascuno a un amministratore per fare spending review e semplificare il lavoro.
Da Ponzano Veneto non sono arrivate smentite anche se sembra soltanto una delle diverse opzioni sulla riorganizzazione prese in esame da Alessandro Benetton. Uno schema simile era del resto stato applicato all’inizio dello scorso ottobre per Autogrill, che aveva trasferito il settore del “Travel retail and duty free” a World duty free, anch’essa, come Autogrill, controllata al 50,1% da Schematrentaquattro (che appartiene alla finanziaria familiare Edizione Holding), trattenendo l’attività del Food and beverage. E anche in quel caso si parlò di un’azione volta a consentire ad entrambe le sigle di perseguire in autonomia le strategie di sviluppo.






