Crisi energetica e tensioni nel golfo: il governo non esclude interventi straordinari sui listini dei carburanti
I costi di benzina e gasolio sono tornati a correre nell’ultimo mese, spinti da nuove turbolenze globali che hanno rimesso in moto la speculazione sul greggio. Davanti ai rincari al distributore, l’Esecutivo non scarta una misura straordinaria e rispolvera l’ipotesi delle accise mobili, uno strumento già esistente pensato per calmierare i rincari per gli automobilisti.
Per adesso non c’è alcun provvedimento formale, ma il titolare del Tesoro Giancarlo Giorgetti ha ammesso che il meccanismo verrà soppesato se la situazione dovesse precipitare. Sulla stessa linea il ministro delle Imprese Adolfo Urso, pronto a mobilitarsi in caso di necessità.
Perché benzina e diesel stanno tornando a correre
Dopo un periodo di calma apparente, i listini dei carburanti hanno ripreso quota in scia alle quotazioni internazionali del barile. A pesare sono i conflitti geopolitici che paralizzano i corridoi energetici strategici, primo fra tutti lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per l’export petrolifero. Non appena sale la tensione sui mercati finanziari, le quotazioni schizzano, trascinando al rialzo i prezzi alla pompa.
Le accise mobili e come funzionano
Il meccanismo delle accise mobili non coincide con un taglio netto e definitivo delle imposte sui carburanti. La procedura prevede che l’eventuale extra-gettito IVA incassato dallo Stato grazie ai rincari energetici venga impiegato per abbassare temporaneamente i tributi su benzina e diesel. In questo modo si tenta di attutire il colpo per i consumatori senza intaccare direttamente il bilancio statale.
A differenza dei vecchi sconti generalizzati, l’iter richiede però tempi tecnici dilatati, poiché i fondi supplementari devono prima essere contabilizzati. Di conseguenza, l’alleggerimento dei prezzi al consumo non sarebbe mai istantaneo.
Ecco cosa cambia per gli automobilisti
Nessuna svolta immediata, dunque, per chi viaggia. La carta delle accise mobili rimane un’opzione accademica che il Governo deciderà di calibrare seguendo l’andamento del greggio e del bilancio pubblico. Mancano all’appello scadenze certe e cifre ufficiali su un eventuale sconto. Nel frattempo, la squadra di governo punta anche al riordino della rete dei distributori, con il proposito di stimolare la modernizzazione delle pompe di benzina.
Gli scenari futuri
Le tariffe al consumo rimarranno ostaggio del mercato petrolifero globale e degli scenari di crisi internazionale. Se la corsa del barile dovesse proseguire, l’amministrazione centrale potrebbe decidere di azionare la leva fiscale per calmierare i rincari. Per il momento si tratta solo di valutazioni teoriche: chi guida dovrà pazientare prima di vedere inversioni di tendenza alla pompa.

