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Economia
parmalat 500

Parmalat non risente a Piazza Affari della decisione di giovedì sera (resa nota solo nel fine settimana) del Tribunale di Roma che ha dichiarato che “Roma Capitale (già Comune di Roma) è l’attuale ed unica proprietaria del 75% del capitale sociale di Centrale del Latte di Roma” condannando la società parmense “all’immediata restituzione delle azioni in questione”, motivo per il quale il Cda ha ritirato il bilancio 2012 che avrebbe dovuto essere approvato dall’assemblea riunitasi stamane e che avrebbe dovuto approvarlo (la nuova assemblea, ha già fatto sapere una nota del Cda, dovrebbe tenersi “in una data compresa tra il 25 e il 31 maggio prossimi”.

In borsa il titolo di Collecchio guadagna infatti attorno a un punto percentuale a metà giornata, nonostante che il valore di carico della partecipazione nella Centrale del Latte di Roma ai fini del bilancio civilistico al 31 dicembre scorso fosse di 95,1 milioni di euro e che Equita Sim stimi un impatto negativo attorno al 4% dell’Ebitda ovvero al 3% dell’utile. Come ricordano gli analisti, infatti, la società non aveva accantonato nulla a fronte di questo rischio confidando, in caso di restituzione della Centrale, che generato nel 2012 un giro d’affari di 128 milioni, nel proprio diritto a vedersi risarcire dal Comune il valore delle migliorie apportate alla Centrale stessa dall’acquisizione ad oggi.

Tuttavia il Tribunale, rigettando ogni richiesta di Parmalat contro il Comune, sembrerebbe implicitamente negare anche questo diritto. Il risultato 2012, finora determinato in circa 172,2 milioni di euro a livello di utile consolidato (+1,8% rispetto all’utile dell’anno precedente), a fronte di un fatturato di 5,22 miliardi (+16,4%) e di un margine operativo lordo di 439,2 milioni (+17,4%) è dunque destinato a cambiare, mentre non è chiaro se il Cda proporrà un nuovo dividendo (finora avrebbe dovuto essere pari a 3,9 centesimi per azione, contro i 5,2 centesimi dell’esercizio precedente) così come non dovrebbero cambiare le indicazioni per l’esercizio in corso (preannunciando i risultati di bilancio per il 2012 la società aveva parlato di una crescita del 5% sia del fatturato sia del margine operativo lordo).
 

franco tatò

Ciò nonostante la vicenda non modifica il rating positivo (“buy”, acquistare), né il target price (2,24 euro per azione) espressi dagli esperti di Equita Sim, così come non ha generato per ora ulteriori reazioni da parte di broker e investitori, se non frenando un rialzo che appare pari alla metà circa di quanto messo a segno a metà giornata dagli indici principali, peraltro sotto la spinta dei titoli finanziari, che sembrano trarre beneficio più di ogni altra categoria dalla prospettiva del prossimo insediamento di un nuovo governo “di larghe intese” che la riconferma di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica italiana sembrerebbe prefigurare.

Nel frattempo tra le poche novità emerse dall’assise odierna, Franco Tatò, presidente della società ormai controllata dal gruppo francese Lactalis, avrebbe confermato, parlando coi giornalisti a margine dell’assemblea, che è attesa per il prossimo 10 maggio la decisione di un altro Tribunale, la Corte d'Appello di Bologna, in merito al ricorso presentato da alcuni consiglieri di Parmalat sulla sentenza del Tribunale di Parma che ha previsto la nomina di un commissario “ad acta” per il gruppo di Collecchio, oltre al divieto per il consigliere Antonio Sala e due sindaci di partecipare rispettivamente alle sedute del Cda e del Collegio sindacale.

Luca Spoldi

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