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Bitcoin da record, ecco che cosa c’è dietro al grande rimbalzo e agli 80mila dollari di valore

Bitcoin da record, ecco che cosa c’è dietro al grande rimbalzo e agli 80mila dollari di valore
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Grande rimbalzo del Bitcoin. La moneta elettronica ha guadagnato, in sette giorni, circa il 25% riportandosi a 80mila dollari di valore. I motivi sono diversi con i flussi sugli Etf spot ossia i fondi su Bitcoin quotati negli Usa hanno registrato oltre 330 milioni di dollari di afflussi in un solo giorno proseguendo una serie positiva ininterrotta. Si assiste inoltre a una tokenizzazione di asset tradizionali tanto che Bitwise sta trasformando le azioni tokenizzate di Coinbase in portafogli automatizzati dedicati ad Ai, robotica e tecnologia. Il Bitcoin sta anche reagendo a un contesto macroeconomico in rapida evoluzione, caratterizzato da una politica fiscale più espansiva, da un dollaro più debole e da una rinnovata preoccupazione degli investitori riguardo alla sostenibilità del debito pubblico statunitense. «Questo ultimo rialzo del bitcoin è trainato principalmente da fattori macroeconomici piuttosto che da dinamiche specifiche del mercato delle criptovalute», ha detto James Butterfill, responsabile della ricerca di CoinShares.

Il fattore scatenante è stata la decisione del Tesoro statunitense di raddoppiare i propri acquisti di titoli di stato con scadenze più lunghe, passando da 2 miliardi a 4 miliardi di dollari al mese, con l’obiettivo di ridurre i rendimenti dei titoli del Tesoro a lungo termine, che recentemente hanno registrato un’impennata raggiungendo livelli massimi che non si registravano dal 2007. La reazione della crytovaluta è stata immediata registrando un rialzo di quasi il 6% il 19 agosto, per poi ampliare ulteriormente i guadagni. Secondo André Dragosch, responsabile della ricerca per l’Europa di Bitwise, l’annuncio del Tesoro Usa ha rappresentato il «principale catalizzatore macroeconomico», segnalando una maggiore disponibilità ad allentare la politica fiscale e contribuendo all’indebolimento del dollaro statunitense.

Blue Macellari, responsabile degli asset digitali presso T. Rowe Price, ritiene che la rinascita del debasement trade sia il fattore trainante più significativo della ripresa del bitcoin. Si tratta di una strategia di investimento in cui gli investitori abbandonano la liquidità e i titoli di Stato per acquistare invece asset rari, ossia l’oro. Questi ultimi considerano sempre più spesso la criptovaluta non solo come un asset tecnologico a scopo speculativo, ma anche come una copertura contro il deprezzamento della moneta e il deterioramento della credibilità fiscale. Ecco perché le quotazioni del Bitcoin sono diventate sensibili al dibattito sulla sostenibilità della politica fiscale statunitense.

La domanda che tutti si fanno ora è se il Bitcoin riuscirà a restare sopra gli 80mila dollari che rimane il test fondamentale. Butterfill di CoinShares prevede che bitcoin rimanga all’interno dell’attuale intervallo di oscillazione, a meno che la Federal Reserve non fornisca una conferma più chiara del fatto che il rischio di ulteriori aumenti dei tassi sia svanito, il che “potrebbe costituire il catalizzatore per un superamento stabile della soglia degli 80mila dollari”. Ciò rende l’incontro della banca centrale Usa di questa settimana particolarmente importante. I mercati sono alla ricerca di segnali da parte dei responsabili della Fed che confermino le aspettative di una politica monetaria più espansiva. Il rialzo del Bitcoin ha una logica chiara, ma nasconde anche un rischio. Infatti l’accelerazione delle quotazioni è dovuta alla scommessa degli investitori su condizioni finanziarie più favorevoli, ossia nessun rialzo dei tassi. Se tale ipotesi dovesse rivelarsi errata, la stessa leva finanziaria che ha accelerato il rialzo potrebbe portare a un repentino ribasso.