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Economia
Art.18, #renzicomeunacyclette . Boeri ad Affari : "Per le aziende non cambia nulla"

 

BoeriL'economista Tito Boeri
 

di Andrea Deugeni
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@andreadeugeni

"Avendo aperto alla possibilità che la reintegra valga fin da subito anche per i licenziamenti disciplinari, il sistema Italia continua a mantenere le imprese in una situazione di grande incertezza. Così la mediazione raggiunta all'interno del Pd rischia di minare alla base lo spirito innovatore del Jobs Act e soprattutto l'idea delle tutele progressive". Lo spiega in un'intervista ad Affaritaliani.it l'economista della Bocconi Tito Boeri, secondo cui la riforma sarà del tutto "inefficace" nel creare nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato. Ecco perché.

Citando il Nobel per l'economia americano Joseph Stiglitz, l'ex presidente del Consiglio Massimo D'Alema, nel suo intervento durante la direzione del Pd, ha criticato l'azione del premier Matteo Renzi che vuole ritoccare le regole del mercato del lavoro in una fase non espansiva del ciclo economico. Come valuta la critica?
"E' uno strano richiamo, un po' un atto d'accusa verso se stesso. Ricordo che D'Alema ha governato in una fase in cui, pur in maniera modesta, il Pil cresceva e non ha fatto le riforme. Tra l'altro non ha fatto nulla di quello che da anni veniva sottolineato nei dibattiti. Ricordo ancora il rapporto della commissione Onofri, che in quel momento aveva anche un ruolo importante e, da presidente del Consiglio, D'Alema non ha accelerato sulle riforme indicate".

Come valuta la mediazione trovata all'interno del Pd sui licenziamenti e sull'Articolo 18?
"Rischia di minare alla base lo spirito innovatore del Jobs Act e soprattutto l'idea delle tutele progressive".

Perché?
"Avendo aperto alla possibilità che la reintegra valga fin da subito anche per i licenziamenti disciplinari, il Sistema Italia continua a mantenere le imprese in una situazione di grande incertezza. Percui se un datore di lavoro vuole licenziare un dipendente perché si è reso conto che non ha le caratteristiche consone per il lavoro o non ha in qualche modo messo l'impegno che avrebbe dovuto mettere nell'investimento in azienda, potrà cercare di far valere il licenziamento economico, ma molto probabilmente poi il lavoratore reagirà sostenendo che si tratta di un licenziamento di natura disciplinare, fattispecie in cui la reintegra si applica".

E quindi?
"Ritorniamo esattamente nella situazione in cui il datore di lavoro ha di fronte a sè una situazione di grande incertezza sui costi del licenziamento, con una possibilità che alla fine il giudice opti per la reintegra. E ciò varrebbe anche per i lavoratori che sono da poco in azienda. L'idea delle tutele crescenti era quella di far sì che nella fase iniziale di un rapporto di lavoro, il datore avesse di fronte a sè costi certi e contenuti, ma con questa mediazione non è più così. Il giorno dopo in cui uno viene assunto c'è già questa barriera molto alta che prevale per dipendenti con 20 anni di anzianità. C'è bisogno di dare gli incentivi giusti sia al datore di lavoro sia al lavoratore. Il datore di lavoro è scoraggiato nell'offrire un contratto di lavoro a tempo indeterminato, perché sa che se commette un errore e prende una persona con le qualità sbagliate e vuole licenziarla, dovrà pagare per lui gli stessi costi che affronterebbe per allontanare un lavoratore che ha in azienda invece da 20 anni".

Anche così il Jobs Act rimarrà  una carta utile per Renzi da giocare in Europa?
"Non faccio valutazioni di carattere generale. Dico soltanto che la mediazione, non di poco conto, corrompe alla base lo spirito delle tutele crescenti".

Nel commentare la direzione del Pd, il segretario della Cgil Susanna Camusso ha appena spiegato che "non è togliendo l'Articolo 18 che si crea lavoro". Come valuta le parole della Camusso?
"Per creare lavoro, ovviamente, c'è bisogno di avere delle condizioni macroeconomiche favorevoli, ma c'è un problema di fondo in Italia che è quello di dare un futuro a chi viene assunto. Il problema è che i posti di lavoro che vengono creati non devono basarsi su contratti che abbiano una scadenza temporale. Credo che da questo punto di vista la riforma sia del tutto inefficace, però anche i sindacati in questi anni hanno fatto molto poco per cambiare la situazione".

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