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Bolzano, a una 76enne mezzo milione di risarcimento per malsanità. Codacons: “Il diritto dei pazienti a ottenere giustizia”

Una vicenda iniziata nel 2012 che si conclude solo ora

Bolzano, a una 76enne mezzo milione di risarcimento per malsanità. Codacons: “Il diritto dei pazienti a ottenere giustizia”

Una vicenda giudiziaria durata anni si conclude con un risarcimento superiore al mezzo milione di euro in favore di una 76enne bolzanina, al termine di un complesso contenzioso civile arrivato fino alla Corte di Cassazione.

Secondo quanto riportato dall’ANSA, la vicenda ha avuto origine nel 2012, dopo una serie di interventi chirurgici alla colonna vertebrale eseguiti presso il reparto di Neurochirurgia dell’ospedale di Bolzano. La paziente presentava sintomi riconducibili a un’infezione, ma la diagnosi sarebbe arrivata soltanto nel 2014, in occasione del sesto intervento chirurgico, quando un esame colturale ha evidenziato la presenza di un’infezione multibatterica.

La successiva terapia antibiotica ha consentito di curare l’infezione, ma la donna è rimasta con gravi difficoltà motorie e, secondo quanto riferito, ancora oggi necessita di stampelle o deambulatore per camminare. Particolarmente rilevanti, nella vicenda, le conclusioni dei consulenti tecnici d’ufficio, secondo i quali gli elementi a disposizione dei medici avrebbero indicato in maniera chiara e costante la presenza e la progressione dell’infezione.

Particolarmente rilevanti, nella vicenda, le conclusioni dei consulenti tecnici d’ufficio, secondo i quali gli elementi a disposizione dei medici avrebbero indicato in maniera chiara e costante la presenza e la progressione dell’infezione.

La mancata diagnosi tempestiva e la conseguente assenza di una terapia appropriata sono state ritenute un errore professionale medico con un ruolo causale nell’evoluzione della patologia.

L’Azienda sanitaria della Provincia autonoma di Bolzano e la compagnia assicurativa Uniqa Österreich Versicherungen AG hanno impugnato le precedenti decisioni, ma i ricorsi non hanno modificato l’esito della vicenda, giunta sino alla Suprema Corte.

Codacons: “Questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia fondamentale garantire ai pazienti un’assistenza sanitaria tempestiva, attenta e conforme ai protocolli medici. Una diagnosi tardiva, quando si è in presenza di sintomi che avrebbero dovuto indirizzare verso ulteriori accertamenti, può determinare conseguenze gravissime sulla salute e sulla qualità della vita del paziente. Il riconoscimento del diritto al risarcimento rappresenta un importante strumento di tutela per i cittadini che abbiano subito danni in ambito sanitario e conferma l’importanza di non arrendersi di fronte alle difficoltà di un contenzioso che può protrarsi per anni. Invitiamo pertanto tutti i cittadini che ritengano di aver subito un danno a causa di una possibile condotta sanitaria negligente o di una diagnosi tardiva a far verificare il proprio caso da professionisti qualificati, raccogliendo tutta la documentazione sanitaria disponibile”.