
Aveva aperto in deciso calo, risentendo della decisione di Standard & Poor’s di tagliare il rating di lungo termine suo e di altri 17 istituti di credito italiani a causa di una recessione che si sta dimostrando più dura e prolungata del previsto, ma a fine giornata Bpm è tra i migliori titoli di Piazza Affari con un rialzo di oltre il 2% che riporta le quotazioni sui 39,23 centesimi di euro per azione (dopo aver anche sfiorato quota 39,9 centesimi per azione nel corso del primo pomeriggio).
Merito del diffondersi delle prime indiscrezioni circa i contenuti del verbale presentato dalla Vigilanza di Banca d’Italia ai vertici dell’istituto al termine di un’ispezione che avrebbe registrato un esito “parzialmente sfavorevole”, sintesi di alcuni aspetti positivi (relativi all’assetto organizzativo, ai costi, e alla liquidità) ed altri ancora negativi (la governance inadeguata, la strada che resta da percorrere per un miglioramento dei rischi di credito e l’eccessiva esposizione all’immobiliare e ai grandi gruppi, un “punto dolente” già ai tempi della gestione Ponzellini).
In particolare per quanto riguarda la governance, tema caro al mercato, i rilievi di Via Nazionale si sarebbero incentrati sulla necessità che la stessa tenga conto dei mutamenti della compagine sociale. Banca d’Italia non sarebbe intenzionata a tollerare un “ritorno al passato” ed avrebbe esplicitamente invitato il management a proseguire l’opera di rinnovamento della prima linea e a rilanciare le trattative per arrivare all’adozione della forma societaria della Spa.
*BRPAGE*
Per dare più peso alle osservazioni contenute nel rapporto, presentato direttamente dal capo della Vigilanza di Banca d’Italia, Carmelo Barbagallo, assieme al capo della sede di Milano, Giuseppe Sopranzetti, Palazzo Koch avrebbe anzi deciso di avviare l’iter per arrivare a sanzionare (con multe ai suoi componenti che ancora debbono essere decise e comminate) il Consiglio di sorveglianza di Bpm presieduto da Giuseppe Coppini (espressione della disciolta associazione degli Amici della Bipiemme), a cui sarebbe stata contestata un’ingerenza sulla gestione della banca, che da statuto fa invece capo al Consiglio di gestione guidato dal presidente Andrea Bonomi.
Nessuna forte criticità sarebbe invece emersa sui conti, anche se i 7,3 miliardi di euro di “add-on” che gravano su Bpm non sono ancora stati rimossi: come previsto da molti analisti Banca d’Italia ha preferito aggiornare ogni decisione in tal senso solo al termine dell’aumento di capitale da 500 milioni (atteso per settembre-ottobre). Nel complesso il bicchiere sembra oggi mezzo pieno e il titolo può dunque tornare a salire in attesa di ulteriori novità.
Luca Spoldi
