Come vanno i listini europei
Le Borse europee aprono in netto calo mentre prevale l’incertezza sui negoziati tra Usa e Iran e sulla riapertura dello stretto di Hormuz. Uno scenario che ha provocato un nuovo balzo dei prezzi del petrolio e del gas, con i rischi per l’aumento dell’inflazione. Le scommesse su un intervento delle banche centrali sui tassi spinge i rendimenti dei titoli di Stato. Avvio in calo per Parigi (-1,32%), Francoforte (-1,28%) e Londra (-0,47%).
L’andamento di Piazza Affari
Piazza Affari apre in netto calo, la prima seduta della settimana. Il sentiment degli investitori è frenato dai bruschi sviluppi geopolitici del fine settimana, con nuove tensioni nello Stretto di Hormuz. L’indice Ftse Mib registra -1,41% a 48.179. il listino e’ spinto dagli energetici con Eni a guidare i rialzi a +3,19%. Eni ha appena annunciato una nuova scoperta di gas in Indonesia (pozzo Geliga-1) nel bacino di Kutei; stime preliminari indicano circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati. Saipem +2,27%, dopo aver firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la bioraffineria di Priolo (Sicilia), valore complessivo circa 700 milioni di euro, con completamento previsto entro fine lavori. Tenaris +2%. In luce Avio +1,7%. Maglia nera per Stellantis -2,77%. E cala il lusso con Cucinelli a -2,16%. Tra i finanziari UniCredit -1,9%. La banca guidata da Andrea Orcel stima un utile netto intorno a 21 miliardi nel 2030 post fusione con Commerzbank; ricavi attesi a circa 45 miliardi e costi sotto 14,5 miliardi. Intesa Sp -1,47%, Banca Mps +0,13%, Mediobanca +0,3%.
I valori dello spread
Apertura in rialzo per lo spread tra BTp e Bund. In avvio di seduta, il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark e il Bund tedesco di pari durata si attesta a 74 punti base, dai 72 punti del closing di venerdì. In rialzo anche il rendimento del BTp decennale benchmark che ha segnato una prima posizione al 3,73%, dal 3,68% della chiusura precedente.
L’andamento del petrolio
Torna in netto rialzo il prezzo del greggio con lo stop alla già fragile tregua tra Usa e Iran e la nuova chiusura totale dello stretto di Hormuz. Il future a un mese sul Brent viene scambiato in rialzo del 5,57% a 95,41 dollari al barile, mentre il Wti viaggia a quota 87,72 dollari al barile, +6,21%.

