Piazza Affari chiude in netto calo, appesantita dallo stacco cedole di 8 titoli del Ftse Mib (Banca Mediolanum, Banco Bpm, Campari, Ferrari, Iveco, Mediobanca, Prysmian e UniCredit), con il sentiment degli investitori frenato dai bruschi sviluppi geopolitici del fine settimana, con nuove tensioni nello Stretto di Hormuz. L’indice Ftse Mib finale cede l’1,36% a quota 48.207 punti.
Il listino è spinto dagli energetici con Eni a guidare i rialzi a +2,50%. Eni ha annunciato una nuova scoperta di gas in Indonesia (pozzo Geliga-1) nel bacino di Kutei; stime preliminari indicano circa 140 miliardi di metri cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati. Saipem +3,18% alla vigilia dei conti e dopo aver firmato con Eni Industrial Evolution il contratto principale per la bioraffineria di Priolo (Sicilia), valore complessivo circa 700 milioni di euro, con completamento previsto entro fine lavori.
Tenaris +3,93%. Italgas +1,60%. Male Buzzi (-2,90%). Giù anche Stellantis (-1,24%) e Fincantieri (-2,32%). Pesano i finanziari con UniCredit che cede il 3%: la banca guidata da Andrea Orcel stima un utile netto intorno a 21 miliardi nel 2030 post fusione con Commerzbank; ricavi attesi a circa 45 miliardi e costi sotto 14,5 miliardi. Poi, Intesa Sanpaolo a -2,09%, Banca Mps -0,29%, Mediobanca -0,47%, Banco Bpm -1,74%.
Sul fronte valutario, l’euro chiude poco mosso sotto quota 1,18 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1768 (+0,04%) e 186,84 (+0,13%). Dollaro/yen a 158,75 (+0,09%). Il biglietto verde resta debole per l’ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco nella guerra con l’Iran, nonostante le rinnovate tensioni tra Washington e Teheran durante il fine settimana.
Quanto all’obbligazionario, lo spread tra Btp e omologhi Bund tedeschi chiude a 74 punti, in rialzo rispetto ai 68 punti dell’avvio. Il rendimento del decennale italiano è stabile al 3,72%.

