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Economia
Borsa, l'apertura di Draghi non basta. Piazza Affari ripiega nel finale: -0,8%

Draghi apre la porta a un taglio dei tassi, ma per i mercati non e' abbastanza. La Bce non ha toccato i tassi di interesse, ha aperto a un taglio del costo del denaro e a opzioni per un eventuale Qe, tuttavia il governatore, durante il suo discorso, ha raffreddato le attese di stimoli a breve spiegando che una recessione nell'Eurozona non e' imminente e che eventuali misure saranno valutate alla luce della revisione delle stime sull'economia. Insomma, il mercato e' arrivato con alte aspettative, ma e' rimasto deluso quando ha capito che il governatore non avrebbe segnalato gia' oggi la tempistica e l'entita' delle nuove misure. Le Borse europee sono dunque salite sull'ottovolante, passando da guadagni superiori a un punto a ribassi della stessa entita', per poi chiudere sopra i minimi: Piazza Affari ha finito a -0,8%, Parigi a -0,42%, Madrid a -0,4% circa, Londra a -0,17% e Francoforte a -1,28%, fanalino di coda con l'indice Ifo sceso ai minimi in sei anni. Volatili anche lo spread (ha chiuso a 189 punti, sui valori di ieri, dopo avere toccato durante la seduta un massimo di 198 e un minimo di 176) e l'euro, che prima e' sceso ai minimi da maggio 2017 a 1,111 dollari e poi ha chiuso a 1,1161 (1,1132 in avvio e 1,1139 ieri). A Milano ha svettato Saipem (+1,76%) dopo i conti, con i broker che hanno apprezzato il ritorno all'utile, gli ordini e il calo del debito, seguita da Poste Italiane (+0,79%). In coda StMicroelectronics (-2,84%), colpita dai realizzi dopo la trimestrale, e il settore auto, debole in tutta Europa dopo il rally precedente. In rialzo il petrolio (i contratti a settembre del Wti salgono dell'1,16% e quelli del Brent di pari scadenza dell'1,11%).

Euro: chiude in rialzo sopra 1,11 dollari - L'euro chiude in rialzo sopra 1,11 dollari. La moneta unica, dopo essere scesa ai minimi da maggio 2017 sul dollaro, termina a 1,1154. A deludere gli investitori e' stato sicuramente il mancato intervento immediato sui tassi da parte della Bce. Euro in rialzo anche sulla valuta nipponica a 121,12 yen. Dollaro/yen a 108,56.

Bce: lascia tassi fermi ma prepara taglio e nuovo Qe - La Bce apre la strada a nuovi stimoli ma per ora resta alla finestra. Il Consiglio direttivo ha lasciato i tassi invariati ma si prepara a tagliarli, in particolare quello sui depositi, per la prima volta dall'inizio del 2016. Inoltre l'istituto ha messo allo studio la possibilita' di avviare un nuovo Qe, cioe' un nuovo programma di acquisto titoli. "Ci attendiamo che i tassi di interesse restino su livelli pari a quelli attuali o inferiori almeno fino a tutta la prima meta' del 2020 e in ogni caso finche' sara' necessario per assicurare che l'inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine". E' la frase scelta dal presidente Mario Draghi per lanciare un chiaro segnale che la Bce sta pianificando un taglio dei tassi, a partire da quello sui depositi, cioe' quello che le banche pagano per depositare i loro fondi a Francoforte, che rimane negativo a -0,40% ma che a settembre dovrebbe essere ridotto di 10 punti base. Altra misura allo studio e' il ripristino del Qe o meglio, come ha precisato oggi la Bce, l'avvio di un nuovo mega-piano di acquisto titoli, di cui pero', ha spiegato Draghi, nella riunione di oggi non si e' discussa l'entita'. Altra novita' emersa dal direttivo odierno e' l'introduzione esplicita del concetto di "simmetria" nella valutazione della stabilita' dei principali, che rimane definita da un andamento dell'inflazione prossimo al 2%. "Significa che agiremo con la stessa determinazione sia se l'inflazione si trova sotto sia se si colloca sopra il nostro obiettivo di inflazione", ha spiegato Draghi.

Quello che preoccupa il presidente dell'Eurotower e' che le prospettive economiche "stanno peggiorando", specialmente nel settore manifatturiero. Inoltre, ha aggiunto, "fondamentalmente non ci piace quello che vediamo sul fronte dell'inflazione", cioe' un'inflazione troppo bassa, che da anni e' rimasta sotto il tetto del 2%. Per far fronte a questo persistente problema, il parere degli esperti e' che a settembre la Bce non prendera' una singola iniziativa, "ma piuttosto un pacchetto di diverse misure", a partire dal nuovo Qe. I comitati dell'Eurosistema sono stati incaricati di esaminare "dimensione e composizione dei potenziali" nuovi acquisti di obbligazioni. Inoltre la Bce ha lasciato intendere che studiera' un sistema a piu' livelli per il tasso sui depositi. Con quel tasso negativo, le banche commerciali devono pagare la Bce per parcheggiare le loro riserve presso la banca centrale. Le banche dell'Eurozona hanno sborsato circa 7 miliardi di euro l'anno. Sulla base di un sistema a piu' livelli, una certa quantita' di riserve potrebbe essere esentata o colpita con un tasso inferiore, ma anche su questo sara' il comitato di esperti a pronunciarsi. Insomma, la Bce ha parecchie armi nei suoi arsenali da riattivare ma finora si e' limitata a una semplice parata. Ed e' per questo che i mercati, un po' delusi, stavolta hanno accolto freddamente gli annunci adi Draghi.

Bce: Draghi, necessario significativo livello stimoli monetari - "Un significativo livello di stimoli monetari continua a essere necessario affinche' le condizioni finanziarie rimangano molto favorevoli e sostengano l'espansione dell'area dell'euro, continuino a far rialzare i prezzi e lo sviluppo dell'inflazione sottostante nel medio termine". Lo ha detto il presidente della Bce Mario Draghi.

Bce: Draghi, pressioni inflazionistiche restano basse - "Le pressioni inflazionistiche restano basse e gli indicatori delle aspettative di inflazione si sono indeboliti". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi.

Bce: Draghi, crescita Eurozona rallenta nel II e III trimestre - I piu' recenti dati economici segnalano un "rallentamento" della crescita dell'Eurozona nel secondo e nel terzo trimestre del 2019. Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi, in conferenza stampa. "La prolungata presenza di incertezze collegate a fattori geopolitici, la crescente minaccia del protezionismo e le vulnerabilita' dei Paesi emergenti stanno indebolendo il sentimento economico, in particolare nel settore manifatturiero", ha aggiunto Draghi.

Bce: Draghi, prospettive crescita sempre peggiori in manifatturiero - Le prospettive di crescita stanno diventando sempre peggiori nel settore manifatturiero". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi.

Bce: Draghi, Paesi ad alto debito rafforzino conti pubblici - "I Paesi ad alto debito pubblico devono rinforzare i loro cuscinetti fiscali e tutti i Paesi dovrebbero aumentare i loro sforzi per raggiungere una composizione delle finanze pubbliche piu' orientata alla crescita". Lo ha detto il presidente della Bce. Mario Draghi, in conferenza stampa.

Bce: Draghi, potenziare attuazione riforme strutturali - "L'attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell'area euro deve essere notevolmente potenziata per aumentare la produttivita' e il potenziale di crescita dell'Eurozona, ridurre la disoccupazione strutturale e aumentare la resilienza".

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