Borsa, Piazza Affari chiude in parità
Chiusura sulla parita’ per Piazza Affari: il Ftse Mib e’ invariato a 52.668 punti. Sul mercato, e’ arrivata la risposta di Mps (-1,30%) all’opas di Intesa Sanpaolo (-0,67%) con il lancio di due ops su Banco Bpm (-0,39%) e Banca Generali (-2,05%) che dopo la mossa di Rocca Salimbeni ha convocato un Cda per una valutazione dell’offerta.
Gli altri titoli coinvolti nel risiko bancario vedono Unipol, partner di Intesa Sp nell’offerta sull’istituto senese, guadagnare lo 0,91% e Bper (di cui Unipol ha una quota del 19,9% che raggiunge il 29,9% considerando i derivati e altri strumenti finanziari), che dovrebbe acquisire circa 635 filiali di Mps, cedere lo 0,10%. Vendite su Mediobanca -1,81% controllata da Mps e che detiene il 13% circa di Assicurazioni Generali (+0,35%).
Sul listino brilla Stellantis (+4%) che guarda all’accordo sui dazi tra Stati Uniti e Canada, Ferrari (+1,91%). Bene il settore difesa con Avio (+2,55%) e Fincantieri +0,60% mentre Leonardo e’ in controtendenza (-1,88%). Acquisti sul settore moda con Brunello Cucinelli +2,33% e Moncler +0,34%. In rosso Tenaris -2,44% ed Eni -1,67% mentre Enel e’ sulla parita’ (+0,04%).
Chiusura in lieve rialzo per lo spread tra Btp e Bund a 82 punti dagli 81 dell’apertura. Il rendimento si attesta al 4,08% dal 4,05%. Il mercato dei bond e’ sotto pressione dal selloff dei Treasury a lungo termine. Il tasso del titolo di stato americano a 10 anni e’ al 4,73% mentre quello a 30 anni sale al 5,27% nonostante il raddoppio degli acquisti da parte del Tesoro Usa.
E anche il valutario risente delle turbolenze sui mercati dei bond. Il dollaro e’ scivolato, scambiando vicino al minimo da tre mesi contro l’euro, a causa delle crescenti preoccupazioni che il piano del Tesoro statunitense di espandere i riacquisti di debito pubblico a lunga scadenza possa pesare sulla valuta statunitense.
L’euro ha chiuso in lieve calo (-0,06%) a 1,1670 dollari e -0,13% a 185,4 yen. Il biglietto verde cede lo 0,05% a 158,94 yen. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dichiarato ieri che potrebbe aumentare ulteriormente i riacquisti dei Treasury, dopo l’annuncio che il tesoro avrebbe almeno raddoppiato l’entita’ degli acquisti di debito a lunga scadenza nel tentativo di tenere sotto controllo i rendimenti obbligazionari. Questa settimana i tassi a lungo termine sono balzati in avanti, con il rendimento trentennale che ha raggiunto il livello piu’ alto dal 2007.
Gli operatori hanno citato le preoccupazioni per il deterioramento delle prospettive fiscali, l’elevata emissione di titoli, il rischio geopolitico derivante dalla guerra con l’Iran e l’incertezza sulla linea politica della Federal Reserve. Per gli analisti mantenere bassi i rendimenti non fara’ altro che spostare il peso delle preoccupazioni fiscali sulla valuta. Finora la strategia del Tesoro non ha raggiunto il suo obiettivo principale, poiche’ i rendimenti sono tornati a salire.
“Gli sforzi di Bessent per abbassare i tassi non hanno fatto molto per i rendimenti statunitensi, ma hanno indebolito il dollaro”, ha affermato Marc Chandler, chief market strategist di Bannockburn Global Forex.


