Piazza Affari in altalena, dopo le perdite iniziali era schizzata a oltre il 2%, per poi rallentare a metà seduta a +1,4% a quota 43.448. La tensione dei mercati si è attenuata dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato “cinque giorni” di interruzione degli attacchi su obbiettivi energetici in Iran, in seguito a “conversazioni approfondite, dettagliate e costruttive” con Teheran. Sul listino brilla Tim a +4,86% dopo l’Opas lanciata da Poste italiane che invece scivola a -7,58%.
L’ad Del Fante in call ha spiegato che la compagnia resterà stand alone. Poste Italiane ha lanciato un’offerta da 10,8 miliardi di euro per Telecom Italia con l’obiettivo di arrivare al delisting della società telefonica e al controllo del capitale, oggi detenuto al 27%. Il Cda di Telecom si riunisce oggi per valutarla.
L’Opas sarà valida se l’adesione arriverà al 66,67%. Il completamento dell’operazione è previsto entro la fine del 2026. Intanto gli analisti di Barclays hanno affermato in un report che il premio del 9% dell’offerta non è particolarmente interessante, poiché non tiene conto di una possibile consolidazione del mercato italiano delle telecomunicazioni. Crolla Diasorin -11,77%.
Positivo il settore del credito con Unicredit +3%, Intesa Sp +2,32%, Mediobanca +2,66%, Mps +2,48%. Per Banca Mps è atteso oggi un consiglio di amministrazione sul futuro dell’amministratore delegato, con possibili modifiche alle deleghe. Plt Holding (1,2%) ha presentato una lista per il rinnovo del Cda con Luigi Lovaglio come AD e Cesare Bisoni presidente. Tra gli energetici Eni -3,34%, Enel +1,81%.
Sul fronte valutario l’euro debole, ma sopra quota 1,15 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1573 dollari (+0,03%) e a 183,74 yen (-0,27%). Cambio dollaro/yen a 158,72 (-0,31%) in favore del biglietto verde. Quanto all’obbligazionario lo spread tra Btp italiani e omologhi Bund tedeschi è a 91 punti, in calo rispetto ai 97 punti dell’avvio. Il rendimento dei titoli di Stato decennali scende al 3,9%.

