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Borse asiatiche in profondo rosso: Tokyo perde oltre il 3,5%. Future Wall Street in calo e prezzo del petrolio alle stelle

Si rischia la più grande crisi energetica dell’ultimo decennio

Borse asiatiche in profondo rosso: Tokyo perde oltre il 3,5%. Future Wall Street in calo e prezzo del petrolio alle stelle
Borse asiatiche

Future in calo a Wall Street nella prima seduta settimanale con il focus dei mercati che resta sempre sulla guerra in Medio Oriente. Crescono i timori di una nuova escalation dopo l’ultimatum di Donald Trump all’Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz e la successiva risposta aggressiva di Teheran. I future del Dow Jones perdono lo 0,34%, quelli dello S&P 500 lo 0,46% e i future del Nasdaq arretrano dello 0,67%.

I prezzi del petrolio si mantengono sostanzialmente stabili all’apertura dei mercati asiatici nella prima seduta della settimana. I future sul Wti si attestano intorno ai 98 dollari al barile (+0,02%), dopo aver toccato un massimo di 101,5 dollari in avvio, mentre gli investitori valutano l’ultimatum del presidente Donald Trump all’Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz. I contratti sul Brent restano invece sopra gli 111 dollari al barile, in lieve calo dello 0,15%. Nel fine settimana Trump ha avvertito che avrebbe “annientato” le principali centrali elettriche iraniane se il passaggio non fosse stato riaperto al traffico marittimo entro la fine di oggi. Teheran ha risposto minacciando attacchi contro asset statunitensi e israeliani in tutta la regione, compresi impianti energetici, infrastrutture informatiche e di desalinizzazione. Dall’inizio della guerra con l’Iran, i prezzi del petrolio sono saliti di circa il 50%, mentre il conflitto non mostra segnali di allentamento, con la chiusura di fatto di Hormuz e un forte calo della produzione petrolifera mediorientale.

Il Nikkei, il principale indice azionario di Tokyo, ha perso oltre il 3,50% all’apertura, a causa dell’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente e delle minacce dell’Iran di chiudere lo Stretto di Hormuz se Washington dovesse attaccare le centrali elettriche iraniane. Mezz’ora dopo l’apertura delle contrattazioni, l’indice, che monitora i 225 titoli più rappresentativi del mercato, è in calo del 3,58%, ovvero di 1.908,66 punti, a quota 51.463,87. Nella seduta precedente, il Nikkei aveva perso il 3,38%. L’indice Topix, che comprende le maggiori società per capitalizzazione di mercato nella sezione principale, è sceso del 3,67%, ovvero di 132,32 punti, attestandosi a 3.477,08.

Le azioni di Hong Kong sono crollate di oltre il tre percento, mentre i mercati di tutta l’Asia sono stati colpiti dai timori per l’impatto economico della guerra in Medio Oriente che ha fatto schizzare i prezzi del petrolio oltre i 110 dollari al barile. L’indice Hang Seng ha perso il 3,3% a 24.435,74 punti nelle contrattazioni mattutine. Nelle prime ore di contrattazione, il Won sudcoreano è sceso al suo livello più basso sul dollaro Usa da 17 anni. La valuta è scesa a 1510 won per dollaro, il suo punto più basso dal 2009.