di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
Attacco terroristico al cuore d’Europa. Ma le borse europee lo ignorano e si chiudono la seconda seduta positiva, dopo l’irruzione di mercoledì dei tre jihadisti nella redazione di Charlie Hebdo. Come mai? Affaritaliani.it lo ha chiesto a Manlio Bonafede, esperto analista finanziario di Banca Leonardo e profondo conoscitore delle dinamiche dei mercati.
Perché dopo l’episodio terroristico di Charlie Hebdo le borse europee continuano a rimanere positive? Sembra che non abbiano accusato il colpo. Eppure in queste ore vengono in mente le reazioni dei mercati dopo l’11 settembre o gli attacchi ai treni a Madrid o alla metropolitana di Londra…
“Per due motivi: il primo è che dopo il dato sulla deflazione in Europa, ora i mercati danno per scontata l’azione della Bce sui titoli di Stato tramite il quantitative easing“.
E l’altro?
“Con tutto il rispetto per le vittime, in questo momento gli investitori hanno altre priorità. L’attentato di ieri è stato un atto molto mirato che non va a incidere in maniera così grossa come poteva essere un attacco a un simbolo dell’economia come è stato quello alle Torri Gemelle, attacco che paralizzò per due o tre mesi l’America, dopo il quale vennero bloccati gli aeroporti, i porti e ogni attività commerciale. E non solo. Ci fu un rallentamento effettivo e immediato dovuto alla paura di altri attentati. Timori che inasprirono i controlli negli Usa. Fu un discorso molto diverso”.
Mentre quest’episodio di Charlie Hebdo…
“E’ stato molto mirato, ben delineato e con un target ben preciso. Si è trattato di una vendetta verso un giornale e non verso un sistema. Un’azione, tutto sommato, molto specifica che non dovrebbe andare ad impattare sull’operatività dei mercati”.
