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Le borse europee finiscono ko. Crolla Piazza Affari, ma non c’entra il terrorismo

di Andrea Deugeni
twitter11@andreadeugeni

Giornata di forte tensione per le borse europee, mentre Parigi è sotto assalto terroristico. E’ quasi un bagno di sangue. Non sono bastati i dati molto confortanti sulla disoccupazione americana, ai minimi dal giugno 2008. Piazza Affari perde il 3,27%, il Cac francese il 2,21% e il Dax di Francoforte il 2,19%. Male anche Madrid e Atene. Gli indici accelerano al ribasso nella seconda parte della seduta mentre dalla capitale transalpina giunge la notizia di un ennesimo blitz terroristico in un supermercato parigino.

Secondo Gianluca Verzelli, vicedirettore di Banca Akros, contattato da Affaritaliani.it, però il terrorismo centra molto poco. “Faccio difficoltà a vedere un legame fra l’andamento fortemente negativo degli indici europei con ciò che sta succedendo nel cuore della Francia”, dice l’esperto che aggiunge: “Pesa piuttosto il nervosismo legato alle incertezze sul quantitative easing della Bce, alle richieste dell’Eurotower alle banche italiane e alle elezioni greche dietro l’angolo“, il cui esito potrebbe portare delle conseguenze sull’intera architettura dell’Unione Europea.

A condizionare l’intera seduta degli indici di borsa caratterizzati da un trend rialzista di inizio anno, sono stati soprattutto due fattori. Il primo. Con le incognite create dal voto in Grecia a fine mese, si sta allargando il fronte dei consiglieri della Bce contrari a un’accelerazione verso l’acquisto dei titoli di Stato. Ardo Hansson, governatore estone, infatti, ha spiegato che “personalmente troverei problematico annunciare un programma di acquisto bond inclusi quelli greci a gennaio”. Parole che gettano incertezza sul programma di QE dell’Eurotower molto atteso dai mercati (galvanizzati ieri dalle dichiarazioni in proposito del presidente Mario Draghi).

Il secondo fattore è legato alle banche. Se a Madrid il nervosismo è stato innescato dal maxi aumento di capitale varato a sorpresa dal Santander (ricapitalizzazione che, avvenuta al prezzo minimo fissato come target, è stata interpretata come un segnale di debolezza della maggiore banca dell’Eurozona, il cui titolo è scivolato del 14,79%), in Italia hanno tenuto banco le indiscrezioni relative a una lettera che la Bce avrebbe inviato agli istituti tricolori che sono statisottoposte alla vigilanza europea. Voci confermate dal Montepaschi. Secondo la missiva, Francoforte avrebbe deciso di attribuire a ogni singola banca un suo coefficiente patrimoniale minimo da rispettare, che sarebbe molto più alto di quello previsto dagli accordi di Basilea3. Stando a questi nuovi parametri, per Mps  il nuovo floor salirebbe al 14%. In realtà va oltre, raggiunge il 14,3%.

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L’istituto senese ha confermato che il consiglio del Single Supervisory Mechanism (Ssm) della Bce si è riunito il 12 dicembre scorso per esaminare i capital plan delle banche che non hanno superato il Comprehensive Assessment e che ha ricevuto una bozza preliminare di comunicazione in relazione al Supervisory Review and Evaluation Process (Srep) che rappresenta l’ambito nel quale sono stati valutati i capital plan.

Ha poi ribadito che la Bce le ha chiesto di coprire il deficit di capitale derivante dal Comprehensive Assessment entro il termine dei 9 mesi previsti dalla normativa attraverso l’implementazione del capital plan inviato a novembre che prevede, tra le varie misure, l’esecuzione dell’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro.

Rocca Salimbeni ha infine confermato che la Bce ha fornito una prima indicazione, preliminare e soggetta a modifiche, del livello target di Common Equity Tier1 ratio che la banca sarà tenuta a rispettare a seguito del completamento del capital plan, pari al 14,3% su base transitional, nonché delle metodologie di calcolo adottate nella sua determinazione.

A questa comunicazione iniziale hanno fatto seguito ulteriori chiarimenti relativi ai contenuti della bozza risultante dallo SREP, inclusi potenziali cambiamenti al target di Common Equity Tier1 ratio che la banca sarà tenuta a rispettare a seguito del completamento del proprio capital plan.

Tutta la documentazione ricevuta da Mps  è in corso di valutazione e analisi in modo da fornire commenti e considerazioni al SSM, rispetto ai contenuti della bozza, il prossimo 16 gennaio. Successivamente a queste considerazioni, le determinazioni derivanti dallo Srep saranno quindi finalizzate dal consiglio del Ssm e rimarranno soggette al conseguente avallo da parte del governing council della Bce.

A fine giornata, Unicredit ha lasciato sul terreno il 5,49%, Intesa Sanpaolo il 4,05%, Mediobanca il 4,79%, Bpm il 3,51% e Banco Popolare il 7,47%, mentre Mps è crollata dell’8,63% (Santander ha smentito un interesse all’acquisto dell’istituto). In controtendenza Carige che continua la propria corsa (+1,91%) trainata dai rumor sull’ingresso di nuovi azionisti nel capitale sociale del”istituto.

Tra gli altri finanziari, Generali ha terminato la seduta in calo del 2,11%. Forte rosso anche per energetici (Eni -3,75%, Enel -5,05%, Saipem -3,45%) e industriali con Fca che ha contenuto le perdite a un -0,45%, mentre Pirelli e Finmeccanica sono arretrati rispettivamente dell’1,64 e del 2,49%. Telecom Italia ha segnato un -2,34% a quota 0,8545 euro per azione.