Chiusura in negativo per tutte le Borse europee, che hanno risentito delle polemiche negli Stati Uniti per le politiche del presidente Donald Trump in tema di immigrazione e dei dati sull’inflazione in Germania. Maglia nera nel Vecchio Continente e’ Milano, che ha ceduto il 2,95%. Male anche tutte le altre: Parigi ha perso l’1,14%, Francoforte l’1,12%, Londra lo 0,92% e Madrid l’1.5%. Male anche l’America con il Dow Jones che quando chiudono i listini europei, cede lo 0,82% e l’S&P 500 lo 0,87%. Secondo gli analisti c’e’ uno scenario abbastanza possibile di elezioni anticipate da qui a maggio-giugno cosa che ha fatto aumentare lo spread Btp-Bund che ha penalizzato i bancari.
Da mercoledi’ sera, momento in cui e’ arrivata la sentenza della Corte Costituzionale sull’Italicum lo spread Btp/Bund e’ passato da circa 163 punti base ai 186,627 punti base odierni. A Piazza Affari, tonfo dei bancari: Ubi -6,8%, Unicredit -5,45%, Bper -4,81%, Banco Bpm -3,95%, Intesa Sanpaolo -3,09% e Mediobanca -2,68%. Sul mercato c’è la convinzione che il rosso della Borsa di Milano si inserisca in un contesto piu’ ampio in cui c’e’ incertezza sugli effetti che potrebbero avere le mosse di Trump, cosa testimoniata anche dal dollaro che si e’ rafforzato.
Ecco perche’ anche i listini europei hanno chiuso la seduta in negativo e le Borse americane trattano in calo. “Non e’ solo l’Italia che perde. Il nervosismo sui mercati e’ legato ai primi passi della nuova presidenza americana che presentano un forte decisionismo, con scelte ovviamente che sono forti e quindi possono anche rendere piu’ nervosi i mercati per le conseguenze che potrebbero avere. Proprio per questo motivo i settori che hanno performato meglio in quest’ultimo periodo stanno ritracciando. Il dollaro e l’oro hanno recuperato forza proprio per la situazione di contingente incertezza”, spiega un analista.
Lo spread Btp/Bund, prosegue l’esperto, “viene visto come un termometro dell’incertezza e inquietudine. L’Italia rappresenta un elemento di debolezza proprio legato al fatto che ci potrebbero essere elezioni anticipate” e in una fase di incertezza viene penalizzata. “Il rischio politico torna predominante sul mercato”, dichiara Claudia Segre, presidente della Global Thinking Foundation, aggiungendo che “questo porta inevitabilmente a un aumento dello spread Btp/Bund e di conseguenza al calo delle banche. Si unisce a tutto questo la rottura dell’importante livello tecnico a quota 19.000 punti”.
