Brand o brand…elli / La storia di Parle Products, l’azienda indiana produttrice delle caramelle “Melody” regalate da Modi a Giorgia Meloni
L’incontro tra Narendra Modi e Giorgia Meloni a Roma ha avuto anche un momento “pop” dal sapore di zucchero. Il premier indiano ha infatti regalato alla presidente del Consiglio una confezione di Melody, le celebri caramelle indiane prodotte da Parle Products. La scena, immortalata in un video pubblicato sui social da Meloni, ha immediatamente acceso l’attenzione online, soprattutto in India, dove il gesto è stato interpretato come una strizzata d’occhio al tormentone “Melodi”, fusione dei cognomi Meloni e Modi diventata popolarissima sui social durante i vertici internazionali degli ultimi anni. Meloni, nel video condiviso online, assaggia la caramella definendola “very, very good”, mentre Modi sorride divertito. In poche ore il contenuto è diventato virale, generando meme, commenti e persino un’impennata delle vendite delle Melody sulle piattaforme di quick commerce indiane.
Ma dietro quel semplice regalo diplomatico si nasconde una storia industriale lunga quasi un secolo: quella di Parle Products, marchio che per milioni di indiani rappresenta uno dei simboli della nascita dell’industria dolciaria nazionale indiana e dell’affermazione economica del Paese dopo il colonialismo britannico.
Le origini
La società nasce nel 1929 a Mumbai, nel quartiere di Vile Parle, da cui deriva il nome del brand. A fondarla fu Mohanlal Chauhan, imprenditore originario del Gujarat che si era trasferito nella capitale economica indiana in cerca di fortuna. Inizialmente lavorava come sarto, ma presto capì che il settore alimentare offriva prospettive migliori. Aprì così un piccolo panificio che produceva pane, biscotti, fette biscottate e snack tradizionali indiani.
Negli anni Venti e Trenta il mercato indiano dei dolci confezionati era dominato quasi esclusivamente dai prodotti europei, soprattutto britannici. I biscotti erano considerati un bene “occidentale” e i marchi inglesi monopolizzavano il settore. È in questo contesto che nasce Parle: non soltanto come azienda privata, ma anche come progetto imprenditoriale legato allo spirito del movimento swadeshi, che incoraggiava il consumo di prodotti realizzati in India per ridurre la dipendenza economica dal Regno Unito. Mohanlal Chauhan coinvolse nell’attività i suoi cinque figli – Maneklal, Pitambar, Narottam, Kantilal e Jayantilal – creando un’impresa familiare destinata a trasformarsi in uno dei colossi alimentari più importanti del subcontinente. Nel 1939 l’azienda iniziò ufficialmente la produzione industriale di biscotti e ottenne una licenza per fornire prodotti all’esercito britannico durante la guerra.

La svolta
La vera svolta arrivò però dopo il 1947, anno dell’indipendenza indiana. In quel momento Parle comprese che il sentimento nazionalista poteva trasformarsi anche in una leva commerciale. L’azienda lanciò una campagna pubblicitaria che presentava i suoi biscotti al glucosio come l’alternativa “indiana” ai biscotti britannici, puntando sul patriottismo economico e sull’idea di un prodotto accessibile a tutte le famiglie. Fu l’inizio del successo di Parle-G, destinato a diventare uno dei prodotti più iconici della storia industriale indiana. Il biscotto, economico, nutriente e facilmente reperibile anche nelle aree rurali, entrò nella quotidianità di milioni di persone. Ancora oggi viene associato all’infanzia di intere generazioni indiane e secondo un rapporto Nielsen del 2011 è stato il marchio di biscotti più venduto al mondo.
Nel corso dei decenni Parle costruì un vero impero del food popolare indiano. Oltre ai biscotti, il gruppo si espanse nel settore delle caramelle e delle bevande, creando marchi diventati parte della cultura pop del Paese. Tra questi Melody, la toffee al caramello con cuore al cioccolato; Mango Bite, caramella al mango amatissima dai bambini; Poppins, confetti colorati diventati iconici dagli anni Settanta; Kismi, dal gusto speziato; e KrackJack, biscotti dolci e salati diventati un classico dell’aperitivo indiano. Le Melody Toffee, in particolare, conquistarono il mercato grazie a una comunicazione semplice ma memorabile. Lo slogan “Melody itni chocolaty kyun hai?” – “Perché Melody è così cioccolatosa?” – è ancora oggi uno dei claim pubblicitari più riconoscibili dell’India. La caramella è diventata nel tempo un elemento della memoria collettiva indiana, simbolo di infanzia, televisione anni Novanta e cultura popolare.
Un altro passaggio nella storia della famiglia Chauhan arrivò nel 1977, quando il governo indiano costrinse The Coca-Cola Company a lasciare il Paese. L’uscita del colosso americano aprì enormi opportunità alle aziende locali e la famiglia Parle ne approfittò entrando nel settore delle bevande gassate. Nacquero così marchi come Thums Up, Gold Spot e Limca, destinati a diventare nomi familiari in tutta l’India. Con il tempo, tuttavia, il grande gruppo familiare iniziò a dividersi. La famiglia Chauhan separò le attività in tre società indipendenti: Parle Products, specializzata in biscotti e dolciumi; Parle Agro, proprietaria di marchi come Frooti e Appy; e Bisleri International, legata soprattutto all’acqua minerale. La divisione avvenne in modo relativamente pacifico, anche se negli anni successivi non mancarono dispute legali sull’utilizzo del marchio “Parle”.
Oggi Parle Products resta una delle aziende alimentari più influenti dell’India, con stabilimenti produttivi in diversi Stati del Paese e una distribuzione capillare che raggiunge sia le metropoli sia i villaggi rurali. Il brand continua a rappresentare un raro caso di azienda capace di attraversare quasi un secolo di storia mantenendo un forte legame emotivo con i consumatori.

