La storia di Lavazza
Il caffè batte Google, le banche e persino la pasta: secondo un sondaggio realizzato da Statista Lavazza si conferma, per il secondo anno consecutivo il miglior datore di lavoro in Italia, ottenendo il punteggio massimo ovvero 10 punti. Il podio è completato da De Cecco e FinecoBank. Ma ci sono diverse sorprese nella top ten, ad esempio da questa classifica emerge che le bigh tech e le big pharm vengono superate da aziende alimentari e di finanza. Google ad esempio occupa solo il decimo posto e Roche si trova all’ottavo. Meglio di loro fanno: Istituto nazionale dei tumori, Gabetti, Accademia Belle Arti di Napoli e Banca d’Italia.
Ma qual è la storia di Lavazza? Scopriamola insieme. Tutto ha inizio nel 1895, quando Luigi Lavazza apre la prima Drogheria Lavazza in via San Tommaso, a Torino. Uomo intraprendente, creativo e appassionato del proprio lavoro, Luigi scopre le diverse origini e caratteristiche dei chicchi di caffè e studia l’arte della miscelazione per soddisfare i gusti dei suoi clienti. Anche grazie a un viaggio in Brasile, comprende le grandi potenzialità di questa bevanda e intuisce l’importanza di combinare chicchi provenienti da diverse parti del mondo. Nascono così le basi delle miscele Lavazza che conosciamo ancora oggi. Con la crescita dell’attività, nel 1927 Luigi fonda la Luigi Lavazza S.p.A., trasformando la bottega in una vera e propria impresa familiare. L’azienda è composta da Luigi, sua moglie Emilia e i loro figli Maria, Mario, Giuseppe, detto Beppe, e Pericle, e dispone di un capitale di 1,5 milioni di lire. In questi anni viene introdotto il Pergamin, un imballaggio formato da due strati di carta che permette di conservare gli aromi del caffè, rappresentando un importante passo avanti nel confezionamento e nella distribuzione del prodotto.
Dopo la Seconda guerra mondiale, nonostante le difficoltà economiche e gli anni dell’embargo sul caffè, Lavazza riesce a riprendersi e a guardare al futuro. Nel 1947 viene realizzato il primo logo ufficiale dell’azienda dall’Aerostudio Borghi di Milano. La caratteristica lettera “A” centrale, più grande rispetto alle altre, diventa un elemento distintivo che rimane ancora oggi parte dell’identità del marchio. Nel 1955 Emilio Lavazza, figlio di Beppe, entra in azienda portando nuove idee e contribuendo alla nascita della leggendaria “miscela Lavazza”. In questo periodo compare anche il primo slogan pubblicitario, “Lavazza Paradiso in tazza”, diffuso attraverso i giornali e la radio.
Durante il boom economico italiano, Lavazza avvia una progressiva industrializzazione della produzione. Nel 1957, grazie al lavoro di Beppe e Pericle, l’azienda diventa la più grande realtà italiana nel settore del caffè e comincia ad affermarsi anche a livello europeo. Nel 1959, al Salone del Mobile di Torino, viene presentato il primo autobar, progettato da Boneschi, un’innovazione che consente di portare il caffè anche negli spazi aperti. La crescita prosegue nel 1965 con l’apertura, a Settimo Torinese, di quella che viene presentata come la più grande torrefazione d’Europa.
Gli anni Settanta sono caratterizzati da una difficile situazione economica, ma Lavazza continua a investire nell’innovazione e nella ricerca di nuove soluzioni. In questo periodo la miscela Qualità Rossa arriva sugli scaffali nelle confezioni sottovuoto, pensate per preservare il gusto e l’aroma del caffè. Nel 1977, con la diffusione della televisione a colori, l’attore Nino Manfredi diventa il volto pubblicitario del marchio e rimane testimonial per sedici anni, contribuendo a rafforzarne la notorietà presso il grande pubblico.
Negli anni Ottanta Lavazza intraprende un importante percorso di internazionalizzazione. Nel 1982 apre la prima sede estera a Vincennes, in Francia. Seguono la fondazione di Lavazza Deutschland GmbH a Francoforte nel 1987, di Lavazza Kaffee a Vienna nel 1988, di Lavazza Premium Coffee Corp a New York nel 1989 e di Lavazza Coffee UK Ltd a Londra nel 1990. Sotto la guida di Emilio Lavazza, che presiede anche l’Associazione europea del caffè (EUCA), l’azienda comincia a considerare l’Europa come un unico grande mercato. Anche la comunicazione pubblicitaria si espande oltre i confini italiani, mantenendo un forte legame con l’autenticità italiana e la qualità del caffè.
Negli anni Novanta Lavazza consolida il rapporto tra caffè, arte e design. Nel 1992, dopo aver acquisito i marchi Bourbon e Suerte, l’azienda lancia la miscela Gualtiero Marchesi, dando inizio a un percorso di collaborazione con importanti chef. Nel 1993 nasce il primo Calendario Lavazza, frutto dell’incontro tra Giuseppe Lavazza e il fotografo Helmut Newton. Ambientato a Parigi e Montecarlo e realizzato in bianco e nero, il calendario esprime il legame tra l’azienda torinese e il mondo della fotografia. Nel 1995, grazie alla collaborazione tra Emilio Lavazza e Armando Testa, viene creato il quinto logo aziendale, a conferma dell’importanza attribuita alla comunicazione e all’identità visiva del marchio.
Nel 2004 Lavazza rafforza il proprio impegno sociale e ambientale attraverso la Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza, nata con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita delle comunità nei Paesi produttori di caffè. Nello stesso anno viene lanciato il progetto ¡Tierra!, una miscela che diventa simbolo dell’impegno dell’azienda per la sostenibilità. L’iniziativa sostiene gli agricoltori attraverso la diffusione di tecniche agricole più sostenibili e redditizie, contribuendo a favorire lo sviluppo economico e il miglioramento delle condizioni di vita delle comunità coinvolte. Il progetto viene raccontato anche attraverso un reportage fotografico di Steve McCurry, inizialmente realizzato in Honduras, Colombia e Perù e successivamente esteso ad altri Paesi.
Nel 2012 Lavazza intraprende un percorso più strutturato di valutazione delle proprie prestazioni ambientali, utilizzando la metodologia di analisi del ciclo di vita dei prodotti e dei servizi. L’azienda considera l’intera filiera, dalle materie prime ai processi di lavorazione nei Paesi d’origine e negli stabilimenti italiani, dagli imballaggi alle macchine, fino ai trasporti e allo smaltimento dei prodotti usati. Parallelamente, il progetto ¡Tierra! si estende anche in Brasile, India, Perù e Tanzania, coinvolgendo un numero crescente di agricoltori e comunità.
Nel 2015 Lavazza celebra il suo 120° anniversario con importanti iniziative che uniscono innovazione, sostenibilità e creatività. In collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e Argotec, sviluppa ISSpresso, la prima macchina per espresso progettata per funzionare nello spazio, portando il caffè italiano a bordo della Stazione Spaziale Internazionale. Nello stesso anno, il Calendario Lavazza, realizzato in collaborazione con Slow Food e firmato da Steve McCurry, racconta le storie degli Earth Defenders, dodici donne e uomini africani impegnati ogni giorno nella difesa delle proprie comunità e dei propri progetti. Inoltre, con la pubblicazione del primo Bilancio di Sostenibilità, il Gruppo integra il proprio approccio alla responsabilità sociale d’impresa nelle diverse aree di attività e finanzia la ricerca sul genoma del caffè Arabica.
Il percorso di espansione internazionale prosegue nel 2016 con l’acquisizione di Carte Noire, importante marchio francese nel mercato del caffè al dettaglio, e con l’integrazione del sito produttivo di Lavérune. Grazie a questa operazione, la Francia diventa il secondo mercato più importante del Gruppo dopo l’Italia. Nel 2017 Lavazza apre il suo primo flagship store in Piazza San Fedele a Milano e continua a crescere attraverso diverse acquisizioni: Kicking Horse Coffee, azienda canadese specializzata nel caffè biologico; Espresso Service Proximité, attiva nel settore delle macchine e dei servizi per il caffè in Francia; e Nims, azienda italiana specializzata nella distribuzione a domicilio di capsule per espresso. Nello stesso anno il Gruppo integra il sito produttivo di Invermere e sottoscrive ufficialmente l’impegno a favore dei diciassette Obiettivi di sviluppo sostenibile definiti dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Nel 2018 Lavazza inaugura Nuvola, il nuovo quartier generale situato a Torino, città in cui l’azienda è nata e cresciuta. L’edificio rappresenta simbolicamente il prestigio internazionale raggiunto dal Gruppo e il suo legame con il territorio d’origine. Nello stesso anno l’azienda acquisisce Blue Pod Coffee Co., società australiana specializzata nella distribuzione di sistemi per il caffè espresso attraverso il canale OCS, e le attività di Mars Drinks, successivamente note come Lavazza Professional. Grazie ai sistemi Flavia e Klix, quest’ultima realtà rafforza la presenza del Gruppo nei settori del caffè per uffici e della distribuzione automatica negli Stati Uniti, in Europa e in Giappone. Le acquisizioni ampliano ulteriormente la rete produttiva internazionale, che comprende anche gli stabilimenti di Basingstoke, nel Regno Unito, e Westchester, negli Stati Uniti.
Nel 2019 Lavazza raggiunge risultati economici significativi, con il 70% del fatturato generato al di fuori dell’Italia. I ricavi crescono del 18%, raggiungendo i 2,2 miliardi di euro, mentre l’utile netto aumenta del 45%. Questi risultati confermano la trasformazione dell’azienda familiare torinese in un grande gruppo internazionale.
Nel 2020, in collaborazione con Yum China, Lavazza inaugura a Shanghai il suo primo flagship store in Cina, rafforzando ulteriormente la propria presenza nel mercato asiatico. Nello stesso anno lancia la strategia ambientale “Roadmap to Zero”, con l’obiettivo di neutralizzare la propria impronta di carbonio entro il 2030. La sostenibilità diventa così un elemento centrale della strategia aziendale e del percorso di crescita futura.
Nel 2021, a oltre un secolo dall’apertura della prima drogheria torinese, il Gruppo Lavazza rappresenta una realtà internazionale che mantiene vivi i valori originari di passione, qualità e innovazione. Con oltre 4.000 collaboratori in tutto il mondo, nove stabilimenti produttivi distribuiti in sei Paesi ed esportazioni in oltre 140 Paesi, l’azienda continua a evolversi senza dimenticare le proprie radici.
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