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Economia
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"Lo stato delle finanze italiane è come la formula della Coca-Cola, è un segreto. C'è una totale opacità nel ministero dell'economia". Renato Brunetta si conferma falco del Pdl e punta contro la maggioranza. In un'intervista a la Financial Times se la prende con il ministro dell'Economia Saccomanni: "Le attuali coperture non sembrano accettabili a tutta la maggioranza. Che senso ha sospendere l'aumento dell'Iva aumentando gli anticipi di fine anno su tutte le altre tasse. Mi sembra una partita di 'raggiro'. Ci aspettavamo di più dal ministro Saccomanni". Frasi che hanno spinto l'esponente del Pd Matteo Colaninno a definire Brunetta "un pericolo" che mina la credibilità italiani di fronte ai mercati.

In una giornata di passione, Brunetta ha anche presentato due esposti all'Agcom (Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni) per "denunciare la violazione della par condicio nella trasmissione 'In mezz'ora', condotta da Lucia Annunziata e in onda su Rai Tre, e per denunciare la violazione del pluralismo dell'informazione nella trasmissione 'Che tempo che fa', condotta da Fabio Fazio e in onda sempre su Rai Tre". "Nella trasmissione 'In mezz'ora', nel periodo compreso tra il 7 ottobre 2012 e il 9 giugno 2013, su 29 puntate trasmesse, ben 14 hanno ospitato interlocutori appartenenti al Partito democratico o comunque riconducibili all'area del centrosinistra, mentre in sole 2 puntate e' stato ospitato il segretario del Pdl, Angelino Alfano", torna a dire Brunetta.

"In questo contesto - prosegue il capogruppo Pdl alla Camera nell'esposto - non solo si puo' tranquillamente opinare sull'applicazione delle regole minime di equilibro rispetto alla deontologie professionale, ma si deve certamente osservare che la gia' bistrattata deontologia della professione giornalistica, da parte della Annunziata, si evidenzia e materializza plasticamente proprio quando si va ad applicare concretamente la par condicio. La Rai - sottolinea l'ex ministro - deve sempre garantire il rispetto da parte dei suoi giornalisti delle regole deontologiche del proprio Ordine professionale, tanto piu' in un ambito cosi' delicato quale e' quello dell'informazione dei cittadini, o quantomeno deve pretendere che i propri dipendenti sappiano almeno tener conto del numero di presenze di esponenti e relative formazioni politiche, se non altro per il rispetto che si deve alla pluralita' del pubblico televisivo e, nel caso specifico, dei telespettatori che contribuiscono al mantenimento della Rai attraverso il pagamento del canone". Quanto invece a 'Che tempo che fa', Brunetta afferma che "nel periodo compreso tra il 30 settembre 2012 e il 26 maggio 2013, su 60 puntate trasmesse, sono stati ospitati ben 20 esponenti appartenenti al Partito democratico o comunque riconducibili alla coalizione di centrosinistra, mentre soltanto 4 sono stati gli ospiti presenti in trasmissione appartenenti alla coalizione di centrodestra". "La tutela del principio del pluralismo - conclude - non significa lottizzazione numerica degli spazi e degli operatori tra i partiti, ma corretta rappresentazione della pluralita' delle posizioni in cui si articola il dibattito politico-istituzionale e delle diverse ispirazioni culturali. Tutte le diverse matrici culturali del Paese hanno dignita' e diritto ad esprimere la propria visione progettuale e la propria interpretazione della realta'".

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