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Bottillo (Natixis): “Spread fisiologico. Gli euroscettici non fanno paura”

Bottillo (Natixis): “Spread fisiologico. Gli euroscettici non fanno paura”
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Lo spread tocca i 200 punti e Renzi si affretta a dare la colpa a Grillo. Ma per Antonio Bottillo, ad per l’Italia di Natixis Global AM, gli euroscettici hanno un impatto marginale: “Stiamo assistendo a una volatilità fisiologica con l’avvicinarsi delle elezioni”. I rendimenti restano bassi. “Il governo sfrutti la fiducia concessa dai mercati”

di Paolo Fiore
twitter@paolofiore

Negli ultimi mesi, era arrivato a livelli talmente bassi da scomparire dal dibattito economico-politico. Poi, a poche ore dalle urne, lo spread Btp-Bund riconquista la scena, con una fiammata che lo porta a 200 punti base e rendimenti oltre il 3,3%. Renzi l’ha buttata in politica, usando il differenziale come arma e affermando che “è colpa di Grillo”. Ma il timore di un successo degli euroscettici pare essere un elemento marginale. “Stiamo assistendo a un ritorno di volatilità fisiologico con l’avvicinarsi delle elezioni”, afferma ad Affaritaliani.it Antonio Bottillo,ad per l’Italia di Natixis Global AM. 

“Gli investitori esteri – continua Bottillo – hanno inteso prendere qulache beneficio”. Ma l’euroscetticismo non è decisivo: “Difficilmente il mercato si muove prima che le cose si verifichino”. E’ l’attesa delle urne, indipendemente dai sondaggi, ad agitare il mercato obbligazionario.

Ma niente paura. Anche perché lo spread va esaminato più a fondo: “Il differenziale Btp-Bund si è abbassato notevolmente nel 2013. Una discesa dovuta in parte alla risalita del Bund. Nel 2014, invece, lo spread si è ridotto soprattutto grazie al calo dei rendimenti”. I tassi d’interesse del nostro debito restano quindi sotto i livelli di guardia e “non avranno ripercussioni sull’impianto del Def”, che sul calo dei rendimenti fa ampio affidamento.

Bottillo non si scompone neppure d’avanti ai dati sul Pil, in calo dello 0,1% nel trimestre del 2014. “Il dato è stato una sorpresa soprattutto per i non addetti ai lavori. Ma ci sono elementi che vanno nella direzione sperata. Mi riferisco agli ordinativi, al dato del gettito Iva in salita, indizio di vivacità degli scambi interni”.

Insomma, afferma l’analista di Natixis Global AM, “il contesto è favorevole“. E Renzi, più che meriti, ha avuto “il giusto timing per avere una finestra di opportunità da parte degli investitori”. Una finestra che l’impennata dello spread non ha ancora chiuso: “Adesso l’Italia ha davvero l’opportunità di fare qualcosa“. Le riforme.

Quanto ai risparmiatori italiania, conferma Bottillo, i Btp restano un investimento sicuro e profittevole. con una raccomandazione: “L’investitore italiano è sempre stato molto attaccato all’investimento obbligazionario. Rispetto al passato c’è più volatilità. Forse sarebbe il caso di non fare più da sè e pianificare investimenti e portafoglio senza rincorrere l’andamento di un indice, ma costruendo i portafogli in base alle proprie necessità: mutuo, pensione, studi universitari”.