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Ci risiamo: la Bundesbank torna ad attaccare Mario Draghi e il suo piano salva-euro. Non è la prima volta che il presidente della Banca centrale tedesca mette in discussione le decisioni del numero uno di Francoforte. Era stato lo stesso Weidmann l'unico membro del consiglio direttivo dell'Eurotower a votare contro il lancio dell'Omt l'estate scorsa.

L'ultimo attacco però non ha precedenti per forza e peso istituzionale. Perché non si tratta di una dichiarazione ma di un documento ufficiale: un parere della Bundesbank fornito alla Corte costituzionale tedesca. Un documento che sarebbe dovuto rimanere segreto ma che invece è stato pubblicato dal quotidiano economico tedesco Handelsblatt. Non è improbabile che "la soffiata" arrivi dai piani alti. La Bundesbank non è nuova a dichiarazioni mirate e dal tempismo sospetto. E' singolare che il documento sia venuto fuori ad appena una settimana dal Consiglio Bce che potrebbe tagliare i tassi. Una decisione che sarebbe contestata dalla stessa Angela Merkel. La Cancelliere ha tenuto a far sapere che, fosse per Berlino, i tassi dovrebbero essere persino più alti. Forse un eccesso di ottimismo anche per l'economia tedesca, che accusa i primi segni di cedimento. Sicuramente una rottura con Draghi, anche se il portavoce del governo, Steffen Seibert, ha tentato di ricucire, afferamndo che "non vi è alcun motivo di pensare che la Cancelliera volesse rivolgersi alla Bce".

Weidmann aveva già bollato il piano di acquisti di titoli di stato come un finanziamento mascherato. Si era dovuto però arrendere all'evidenza: il "finché necessario" di Supermario ha tenuto a bada i mercati e impedito che la speculazione travolgesse l'Italia (e con essa anche l'Europa). Ma il giovane presidente della Bundesbank non si è arreso: nel documento definisce il piano Omt "basato su elementi fortemente soggettivi". Il rischio è che l'Eurotower s'imbottisca (afferma il governatore teutonico) di titoli di scarsa qualità, mettendo a rischio il bilancio della Bce. E a quel punto, sempre secondo Weidmann, le perdite sarebbe scaricate sui contribuenti dell'Ue. Sia sulle formiche del nord che sulle cicale mediterranee. In sostanza, il discorso è sempre lo stesso: la Germania vuole proteggere se stessa, a costo di mandare a ramengo l'intero continente. A farlo notare è anche l'opposizione al governo Merkel: il piano salva-euro, ricordano, "è stato un provvedimento di emergenza legato alla rigidità della Cancelliera, incapace di stabilizzare la zona euro" quando gli scossoni erano ancora gestibili.        

Il tempismo della Bundebank, dunque, è sospetto. E non passa inosservato neppure il rinnovato approccio frontale di Berlino ai problemi dell'eurozona. Il parere "segreto" di Weidmann arriva dopo il duro attacco del ministro delle Finanze Shaeuble al nascente governo Letta: "L'Italia smetta di lamentarsi e scaricare i propri problemi sugli altri". In Germania, insomma, la campagna elettorale è già cominciata. E si giocherà sulla pelle dell'Europa.

twitter@paolofiore

 

 

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