L’Unione europea compra solo poco più caffè rispetto a dieci anni fa, ma spende oltre il doppio. Nel 2025 le importazioni dai Paesi extra-Ue hanno raggiunto 2,9 milioni di tonnellate per un valore di 18,7 miliardi di euro. L’Italia è il secondo importatore europeo.
Dal Brasile arriva il 34% del caffè extra-Ue, mentre l’Italia assorbe il 21% delle importazioni
Nel 2025 l’Unione europea ha importato 2,9 milioni di tonnellate di caffè dai Paesi extra-Ue. Dieci anni prima erano 2,7 milioni. In quantità l’aumento è quindi contenuto, circa il 7%, mentre il valore degli acquisti è passato da 8,6 miliardi di euro nel 2015 a 18,7 miliardi nel 2025, con una crescita superiore al 117%.
I dati di Eurostat indicano il Brasile come primo Paese di provenienza. Dalle esportazioni brasiliane sono arrivate nell’Ue 1.005.200 tonnellate, pari al 34% del totale. Il Vietnam segue con 587.500 tonnellate e una quota del 20%.
Più indietro l’Uganda, con 262.400 tonnellate e il 9% delle importazioni, la Colombia con 162.900 tonnellate e il 6% e l’Honduras, da cui sono arrivate 136.500 tonnellate, pari al 5%.
La Germania è il primo Paese dell’Unione per quantità acquistate dai mercati extra-Ue. Nel 2025 ne ha importate 1.010.500 tonnellate, il 34% del totale europeo.
Al secondo posto c’è l’Italia con 608mila tonnellate, pari al 21%. Seguono la Spagna con 281.600 tonnellate, il Belgio con 269.200 e i Paesi Bassi con 216.600. Germania e Italia, insieme, hanno quindi assorbito oltre la metà del caffè importato nell’Ue dai Paesi terzi.


