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Caldo, cambia la tavola degli italiani ma non il conto: nel carrello è boom di angurie, gelati e cibi freschi

I dati della CNA sull’andamento dei consumi e dei prezzi dei prodotti maggiormente legati alla stagione estiva

Caldo, cambia la tavola degli italiani ma non il conto: nel carrello è boom di angurie, gelati e cibi freschi

Con il caldo cambia anche la tavola degli italiani. Aumentano gli acquisti di meloni, angurie, gelati, insalate, mozzarella e altri alimenti freschi e pronti al consumo. Ma, a differenza di quanto accade spesso durante le fasi di forte domanda, l’estate 2026 non sta determinando un’impennata generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da una elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prezzi dei prodotti maggiormente legati alla stagione estiva. Ai primi posti meloni e angurie, seguiti da gelati e ghiaccioli, insalate, mozzarella e formaggi freschi, pomodori, cetrioli, zucchine, tonno in scatola, pesche nettarine. Le rilevazioni della distribuzione mostrano come nelle fasi di caldo più intenso le vendite di alcuni di questi prodotti possano registrare incrementi molto consistenti: fino al 25% per meloni e angurie e nell’ordine del 10-15% per gelati, insalate, ortaggi freschi e mozzarella.

Il caldo modifica quindi rapidamente le abitudini alimentari. Si riduce il ricorso ai cibi che richiedono lunghe preparazioni e aumenta la domanda di prodotti freschi, leggeri e immediatamente consumabili. Ma il dato forse più interessante riguarda i prezzi. A luglio l’inflazione generale si attesta al 2,9% su base annua, mentre i prezzi dei prodotti alimentari aumentano soltanto dell’1,1%. Il cosiddetto “carrello della spesa” registra una crescita ancora più contenuta, pari all’1%. Dietro il dato medio emergono inoltre dinamiche molto differenziate. La frutta registra prezzi inferiori dello 0,7% rispetto a luglio dello scorso anno, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

Per alcuni prodotti simbolo dell’estate, le quotazioni all’ingrosso risultano addirittura inferiori a quelle del 2025. È il caso dei pomodori, in calo di oltre l’8%, e delle nettarine, che a fine luglio presentavano valori sensibilmente più bassi rispetto a un anno prima. Più sostenuti, invece, i prezzi di alcune produzioni come le zucchine. L’aumento della domanda determinato dalle alte temperature, dunque, non si trasferisce automaticamente sui prezzi. La maggiore disponibilità stagionale dell’offerta e l’andamento delle produzioni contribuiscono a contenere le tensioni sul carrello delle famiglie.

“L’estate conferma quanto rapidamente i cambiamenti climatici e le temperature incidano anche sui comportamenti di consumo”, sottolinea la CNA. “Ma quest’anno il dato positivo è che la maggiore domanda di prodotti freschi non si sta traducendo in una fiammata dei prezzi. È un elemento importante per il potere d’acquisto delle famiglie e, allo stesso tempo, per migliaia di piccole imprese dell’agroalimentare, della distribuzione e della ristorazione che caratterizzano l’offerta estiva italiana.” La fotografia del 2026 racconta quindi un carrello profondamente stagionale: con il caldo cambiano i consumi, ma almeno per ora non aumenta nella stessa misura il conto della spesa.

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