
Malacalza chiude ancora la porta in faccia a Tronchetti rispendendo l’invito al mittente. Dopo che il presidente della Pirelli aveva chiesto alla famiglia genovese un incontro per definire “la completa separazione delle rispettive partecipazioni in Gpi“, la scatola societaria che sta a monte della Glalassia Pirelli, i Malacalza rifiutano l’invito.
“In relazione al comunicato odierno di Marco Tronchetti Provera, Malacalza Investimenti – si legge in una nota – comunica che i tempi della soluzione prospettata, la sua concomitanza con l’operazione prospettata dalla stampa che – nei contorni descritti – snatura la nostra partecipazione industriale in Camfin, le ulteriori condizioni poste nella comunicazione separata inviataci via fax oggi da Marco Tronchetti Provera (condizioni curiosamente non citate nel suo comunicato), inducono Malacalza Investimenti a non accogliere l’invito all’incontro da tenersi il giorno 23 maggio prossimo”. Il raggiungimento dell’accordo avrebbe poi fatto scattare il riassetto della catena societaria sopra Pirelli, che passa anche attraverso Camfin.
Secondo i rumors dell’ultima ora, la situazione sponda Tronchetti si sarebbe infatti sbloccata con i fondi per un’offerta su Camfin, la holding che ha in pancia il 26,2% di Pirelli, reperiti grazie a un intervento fondamentale di Banca Intesa e di UniCredit a fianco del fondo Clessidra per ritirare Camfin dal mercato e accorciare così la catena di controllo. Il piano originario prevedeva invece che spettasse al fondo di Claudio Sposito l’onere finanziario maggiore.
La richiesta di separazione delle partecipazioni in Gpi (holding titolare del 42,6% di Camfin) era stata formulata formalmente da Malacalza Investimenti lo scorso 31 ottobre. In particolare la famiglia genovese, che ha il 31% di Gpi e il 12% di Camfin, aveva sollecitato l’allora Mtp sapa (poi trasformatasi in spa) a trasferirle “un compendio patrimoniale di Gpi proporzionale alla partecipazione detenuta da Malacalza Investimenti stessa in Gpi”: il compendio, in base alla richiesta, avrebbe dovuto includere “una partecipazione al capitale di Camfin pari al 13% circa”.
Dopo mesi di divergenze e di tentativi di trovare una via d’uscita allo scontro tra i due soci, alleati in Camfin dal 2009, l’invito delle società di Marco Tronchetti Provera sembrava aver aperto così spazi di intesa consensuale. Spazi salutati oggi con ottimismo dagli investitori a Piazza Affari dove Camfin ha guadagnato circa il 3%.
