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Economia
Campari, lite in famiglia tra gli eredi. Tra i tre fratelli ora spunta il pm

Guerra tra gli eredi di Campari. Una vicenda che mette le sue radici indietro nel tempo, alla morte di Domenico Garavoglia (uno dei due manager a cui la Campari era stata lasciata). Da lì i rapporti tra gli eredi si deteriorarono. La frattura divenne poi insanabile nel 2010, quando Rosa Anna Magno (moglie di Domenico) nominò eredi 2 dei 3 figli, Luca e Alessandra, estromettendo Maddalena. Nel 2017 quest’ultima presentò querela dopo che l’inventario dei beni della madre era stato fatto in sua assenza.

Lo scontro tra gli eredi della Campari va in tribunale

Ora però questa storia di dissapori che coinvolge uno dei marchi più conosciuti del mondo finisce in tribunale. A chiedere il processo, scrive il Corriere della Sera, "è il sostituto procuratore di Milano Stefano Civardi che accusa di concorso in falso ideologico Luca Garavoglia, 52 anni, presidente del gruppo Campari, accreditato di un patrimonio personale di 5 miliardi di dollari che lo colloca al 689° posto nella classifica Forbes dei più ricchi al mondo, la sorella Alessandra, 61 anni, 859/a nella classifica con 4,1 miliardi di dollari, il loro zio Michele Magno e il loro procuratore Giovanni Berto, mentre il notaio di Saronno (Varese) Carlo Munafò è accusato di omissione di atti d’ufficio". 

Alla figlia Maddalena impedito l'accesso alla camera mortuaria

Tutto nasce appunto dalla querela di Maddalena. Già nel 2000 Maddalena, accusando di essere stata estromessa dalla Campari con un aumento di capitale, fece causa a Luca, Alessandra e alla madre. Sei anni dopo vinse il processo ottenendo 100 milioni di euro di risarcimento. "Una frattura talmente insanabile che nel 2010 Rosa Anna Magno nominò suoi eredi universali solo Luca e Alessandra imponendo che alla sua morte non fosse permesso a Maddalena e ai figli di questa di accedere alla camera mortuaria", scrive il Corriere.

"Rosa Anna Magno morì nel 2016 lasciando un patrimonio di 3,3 miliardi di dollari ma Maddalena, venuta a sapere che l’inventario dei beni della madre era stato fatto nel 2017 in sua assenza presentò una querela", spiega il Corriere. "Chiuse le indagini, il pm Civardi ora accusa il notaio di non aver avvisato Maddalena e Magno e Berto di aver dichiarato nel verbale che non esistevano «altre persone aventi diritto ad assistere» all’inventario". Ma Luca e Alessandra Garavoglia sono convinti di aver operato correttamente. "Il loro legale, l’avvocato Nerio Diodà - conclude il Corriere - dichiara che «ci sono state altre cause civili promosse da Maddalena Garavoglia negli ultimi due o tre anni sulla successione dei beni della madre tutte vinte da Luca e Alessandra Garavoglia".

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