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Economia
Camusso: "Un milione di persone in piazza contro il Jobs Act"

Si scaldano i motori in vista di sabato prossimo quando ci sara' la manifestazione della Cgil per protestare contro il jobs act e in generale contro la politica economica del governo. Secondo un sondaggio realizzato da Tecne' e associazione Bruno Trentin per la Cgil, l'iniziativa fara' registrare un'adesione molto alta, in particolare di non iscritti ad alcun sindacato al punto che la proiezione delle risposte dei mille intervistati fa stimare in un milione le persone intenzionate a scendere in piazza.

Il segretario generale Susanna Camusso non ha voluto dare cifre ma ha detto di aspettarsi solo tanta gente: "Sara' una manifestazione grande, bella, colorata con tanti giovani, tanti uomini, tante donne". Sempre secondo l'indagine, il 70% della popolazione italiana giudica positivo lo slogan scelto dalla manifestazione indetta dalla Cgil peri l 25 ottobre: "Lavoro, dignita', uguaglianza, per cambiare l'Italia" mentre la percentuale di chi da' un giudizio positivo alla piattaforma sale al 79% tra gli iscritti al sindacato. La leader sindacale spiega che cosi' come concepita, la politica economica del Governo - in particolare misure di riduzione dell'Irpef a pioggia - non avra' effetti sul problema vero del Paese, e cioe' la disoccupazione.

"Non sono gli incentivi a pioggia che creano occupazione, senno' avremmo dovuto avere incrementi altissimi con le misure dell'ex ministro Tremonti". "In assenza di investimenti - ha osservato Camusso - non vedo come si potrebbe ridurre di un terzo la disoccupazione, mentre settori interi dell'industria sono andati in disarmo, tante imprese hanno chiuso, non sono stati fatti investimenti nell'innovazione". Per il leader della Cgil, "piu' che le erogazioni a pioggia alle imprese servirebbe una politica industriale per i settori in difficolta', nonche' serie misure di lotta all'evasione e alla corruzione". Per il sindacato e' assurdo, ha ribadito, che si diano incentivi senza distinzioni anche alle imprese che licenziano.

Quanto alle critiche avanzate dalle Regioni, Camusso ha puntato l'indice sul rischi di ulteriori tagli ai servizi e alla sanita', particolarmente gravi visto che in passato si sono succedute manovre di soli tagli. Camusso critica inoltre l'annuncio del ministro dell'Economia Padoan sulla creazione di 800 mila posti grazie alle misure della legge di stabilita'. Un annuncio che a suo giudizio ha bisogno di chiarimenti per essere credibile perche' non si e' ancora capito se il governo faccia riferimento a qualsiasi assunzione o a un incremento dell'occupazione attuale, se cioe' si tratta di accensioni di rapporti di lavori o di ulteriori posti. Inoltre non e' chiaro se possano essere anche contratti di mobilita' o part-time. Nel corso di una conferenza stampa Camusso fa notare che le misure dell'ex ministro Giovannini sono state chiuse "perche' avevano determinato solo 22mila erogazioni. E' l'unico esempio per giudicare la credibilita'".

Il segretario della Cgil ricorda che nella nota di aggiornamento il Ministero dell'Economia prevede un tasso di disoccupazione all'11,8%; "la previsione di Palazzo Chigi e' di un lavoro a bassissimo reddito e tanto part-time". La sensazione - aggiunge - e' che si sta "programmando la riduzione dei salari come strategia di governo". "Piu' che esercitarsi in suddivisioni matematiche di cifre mi sembrerebbe utile concentrarsi su come si determina una vera politica economica rispetto a quella fatta finora". Non convince nemmeno il bonus di 80 euro alle neomamme che secondo la leader Cgil, ha senso solo se e' accompagnato da una politica sociale e di contrasto alla poverta'. "Quello che colpisce - spiega - e' che non si decide di fare una politica organica di lotta alla poverta', che non ha bisogno solo di politica economica ma di inclusione. Mi sarei aspettata un intervento organico per le famiglie in poverta', per favorire la coesione sociale".

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