Benzina e diesel, prezzi in volo a settembre. Unc: “Il governo non fa nulla contro le speculazioni”
“Dal 1 settembre a oggi, in appena 4 giorni, in autostrada un pieno da 50 litri di gasolio costa 1,65 euro in più, uno di benzina 1,70 euro. Nella rete stradale il balzo è di 1,70 per il gasolio e 1,50 per la benzina”. Lo denuncia Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, commentando le medie Mimit.
“Il governo continua a prorogare uno sconto sulle accise sul gasolio che è pari alla metà di quello che servirebbe, mentre sulla benzina non fa più nulla da 2 mesi, dal 4 luglio, lavandosene le mani. Ancora peggio il fatto che non abbia mai messo in campo, in 1.414 giorni, alcuna misura per bloccare le speculazioni. I provvedimenti strutturali di cui parla ora il governo sono solo una presa in giro per stanziare meno soldi, riducendo le accise, invece che a tutti, solo a poche categorie di italiani, magari scaricando il costo sulle imprese come con i bonus per i pendolari, ma non impediscono alle compagnie petrolifere di fare extraprofitti milionari“, prosegue Dona. “Da anni – conclude – chiediamo di fare cose serie, ad ogni legge annuale sulla concorrenza, ma la politica non fa nulla”.
Secondo l’Unc, ci sono dei “provvedimenti strutturali”, chiesti dall’associazione, che “ridurrebbero gli extraprofitti”. Tra questi, “la proibizione per le compagnie petrolifere di consigliare il prezzo ai distributori consentendo per questa via un allineamento del prezzo e una riduzione della concorrenza” o la “modifica degli articoli 501 e 501 bis del Codice Penale per poter combattere le speculazioni, visto che fino ad oggi le Procure della Repubblica non hanno potuto fare nulla, nemmeno quando Cingolani parlò di colossale truffa e, grazie al nostro esposto, fu sentito dalla Procura di Roma come persona informata dei fatti”.
Ancora, l’associazione propone di rafforzare la definizione di ‘abuso di posizione dominante’ e di ‘intesa restrittiva della concorrenza’ e definire il prezzo anomalo e la modifica del Codice del Consumo rispetto alle fattispecie di pratica commerciale scorretta. Va poi rafforzato, per l’Unione l’articolo 15 comma 5 del Codice del Consumo che prevede per i distributori di carburanti l’obbligo di esporre in modo visibile dalla carreggiata stradale i prezzi praticati dei carburanti, così come vanno previste “multe serie e non ridicole per i distributori che non comunicano i prezzi alle 8 e immediato invio della Guardia di Finanza”. Infine, andrebbe “modifica dell’App carburanti, finalmente varata, ma attualmente inutile essendo solo un doppione del sito”.


