Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Economia » Caro carburante, le strategie delle compagnie aeree per combattere l’impennata dei prezzi

Caro carburante, le strategie delle compagnie aeree per combattere l’impennata dei prezzi

Giordania, Oman e Turchia a seguito della guerra in Iran stanno emergendo come nuovi Paesi scelti per lo scalo verso l’Oriente

Caro carburante, le strategie delle compagnie aeree per combattere l’impennata dei prezzi
Aumento prezzi aerei

Caro carburante, i vettori scelgono di tagliare le rotte verso il Medio Oriente e alzare i prezzi dei biglietti. Bocciata dall’Ue la proposta di posticipare la crescita delle quote d’adozione del carburante sostenibile

La Pasqua si avvicina e le compagnie aeree europee stanno lavorando a nuove strategie per decidere su quali destinazioni puntare alla luce del conflitto in Iran. In Europa la domanda di viaggi è in crescita, mentre ovviamente il Medio Oriente è fermo e gli Stati Uniti restano stabili. Nel Vecchio Continente, secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, i voli a corto raggio tra Paesi europei sono in crescita del 4% nel primo trimestre e continueranno a salire nei sei mesi successivi. Questa analisi potrebbe cambiare in base all’evolversi della guerra in Iran, con le compagnie aree che sembrano intenzionate a riassegnare gli aerei utilizzati in Medio Oriente per i voli europei. Questa, ad esempio, è la strategia già adottata da Wizz Air.

Leggi anche: Conte: Governo non fa nulla contro caro carburante, ma intanto invoca voto clientelare al referendum

Con il fuggi fuggi generale dagli hub di Dubai, Doha e Abu Dhabi, stanno emergendo nuovi scali per chi deve volare verso l’Oriente. Stando alle rilevazioni di Maiora Solution, in 30 aeroporti del Golfo la media dei prezzi dei voli verso il Medio Oriente è aumentato del 36% nelle ultime due settimane, ma si è arrivati anche a punte del 114% per i collegamenti in business class da Londra verso Amman. La Giordania sta sfruttando la sua posizione di scalo obbligatorio per raggiungere Israele e lo stesso sta facendo Muscat, in Oman, come alternativa per viaggiare verso Oriente. I costi dei biglietti aerei sono saliti anche 34% rispetto a prima dell’inizio del conflitto. La stessa impennata dei prezzi si registra anche ad Istanbul (+44%) e Atene (+39%).

Leggi anche: Guerra in Iran, cresce la paura per bollette e carburante: oltre il 33% degli italiani non vuole più le accise. Il sondaggio

L’associazione Airlines for Europe (A4U) lancia poi l’allarme sul caro carburante, che potrebbe avere un impatto significativo sull’operatività delle compagnie aeree. Il presidente Willie Walsh afferma che la guerra in Iran “sarà un cambiamento strutturale. Dovremo valutare come l’industria ridistribuirà la capacità e come proteggerci da eventuali problemi di approvvigionamento di carburante”. Negli USA i prezzo del cherosene è già raddoppiato.

Per evitare costi aggiuntivi le stesse compagnie aree, come Lufthansa, consigliano di prenotare i voli in anticipo. Detto questo molti vettori come la scandinava SAS hanno annunciato il taglio delle tratte, mentre altre come Air France-KLM hanno anche aumentato i prezzi dei biglietti. Lufthansa, invece, ha aggiunto 40 voli verso l’Asia e si appresta ad aprire la nuova rotta verso Kuala Lumpur, in Malesia. British Airways ha potenziato l’offerta verso i Caraibi. Ryanair, al contrario, non è esposta verso Oriente e secondo il CEO Michael O’Leary il conflitto spingerà i turisti europei a scegliere destinazioni più vicine a casa.

Leggi anche: Iran, bollette in frenata: calano gli aumenti per le famiglie italiane. Ma l’effetto guerra non ferma il carburante

Per contrastare il caro carburante, le compagnie aeree hanno chiesto all’Ue di abolire l’introduzione delle quote di utilizzo crescenti sul combustibile sintetico SAF (Sustainabile aviation fuel) a partire dal 2030. “Chiediamo che l’obbligo di utilizzo di eSAF venga posticipato fino a quando esso non sarà effettivamente disponibile”, ha dichiarato Kenton Jarvis, ceo di easyJet. La richiesta è stata però respinta: “Abbiamo un percorso da seguire. Continuiamo a perseguire i nostri obiettivi, il settore deve investire in energie rinnovabili”, ha dichiarato Apostolos Tzitzikostas, commissario europeo per i trasporti e il turismo sostenibili.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE DI ECONOMIA