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Economia
Cgil: "Renzi non dire palle. L'articolo 18 non ostacola il lavoro"

di Andrea Deugeni

"Non so se ci sarà uno sciopero generale. Andiamo a vedere prima cosa ci dirà il governo e poi decideremo", ma Renzi deve capire che deve "accontentare gli italiani e non l'Europa". Alla vigilia dell'attesissimo appuntamento di Palazzo Chigi in cui il premier riceverà per la prima volta da quando è al governo i sindacati sul Jobs Act, Carla Cantone, segretario generale dello Spi Cgil, per molti il futuro leader del primo sindacato italiano, sceglie Affaritaliani.it per avvertire l'esecutivo di "togliere dal tavolo la questione dell'articolo 18", perché non fa parte dei "veri problemi del Paese. Sono palle che una multinazionale o un'impresa non viene in Italia o se ne va perché c'è l'articolo 18. Non l'ho mai sentito da loro. Non vengono o se ne vanno per il problema energetico, della burocrazia e della criminalità organizzata. Non ha senso. Lo sa anche Renzi che dice delle cose a cui lui stesso non crede". E sul Tfr...


L'INTERVISTA

Siamo alla viglia di un appuntamento importante per i rapporti fra governo e sindacati. Analizzando le parole di Renzi e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti cosa crede che l'esecutivo vi dirà?
"Vedremo domani. C'è la voglia e l'interesse di tutte e tre le organizzazioni sindacali di andare a capire cosa che cosa ci propone il presidente del Consiglio Matteo Renzi sul Jobs Act. Al di là dei titoli, gli andremo a chiedere quali sono i contenuti della delega al governo visto che non abbiamo mai avuto in mano mai nulla. Gli chiederemo tutti i dettagli per confrontarci".

Al Senato si prospetta la richiesta di fiducia su una delega in bianco in vista dell'incontro informale Ue di mercoledì a cui Renzi vuole arrivare con un successo. E, sulla reintegra, Poletti ha spiegato che per i licenziamenti a carattere disciplinare ci sarà una puntuale definizione dei casi. Il sindacato sarebbe daccordo?
"vedremo".

Può essere un buon compromesso?
"Non si tratta di un compromesso, perché il licenziamento disciplinare è già normato dai contratti nazionali. Non c'è nulla, quindi, da aggiungere a ciò che i contratti già prevedono. Per quanto riguarda invece i licenziamenti a carattere discriminatorio, il tema gode di una tutela costituzionale. Il problema che ha il governo ha è quello di intervenire sulla legge Fornero per rendere possibili tutti i licenziamenti da parte dell'impresa con o senza giusta causa. Quindi, dare alle aziende una libertà di procedere, dando al lavoratore ex post la possibilità di dimostrare l'ingiustizia. Ma lo vedremo. Non so cosa ci proporrà il governo. L'esecutivo deve togliere dal tavolo la questione dell'articolo 18, anche perché il Paese non ha bisogno di dividersi su questo tema. Non sono questi i problemi dell'Italia che sono: il lavoro, gli investimenti, le infrastrutture, la lotta all'evasione e alla corruzione".

Ma Matteo Renzi dice che se le imprese non arriveranno gli investimenti che attivano il lavoro e la crescita non si faranno...
"Sono palle. Non ho mai incontrato una multinazionale o un'impresa che afferma di non venire in Italia o che vuole andarsene perché c'è l'articolo 18. Non vengono o se ne vanno per il problema energetico, della burocrazia e della criminalità organizzata. Non ha senso e lo sa anche Renzi che dice delle cose a cui lui stesso non crede".

E quindi, come denuncia il segretario della Cgil Susanna Camusso, è solo un feticcio per accontentare l'Europa...
"Pare sia così, ma Renzi deve accontentare gli italiani e non l'Europa".

Cambiamo argomento: il Tfr in busta paga. Pare che il governo voglia strutturare l'intervento su base volontaria dando la possibilità al lavoratore di percepirlo splittato su tutte le mensilità o a febbraio con un doppio stipendio. E' d'accordo?
"Il Tfr sono soldi dei lavoratori e, in quanto tali, sono i lavoratori che devono essere liberi di poter chiedere all'impresa quando, quanto e come avere i propri soldi. Faccio delle altre ipotesi: 'Se un lavoratore ne ha bisogno a gennaio? O, ancora, e se li vuole investire tutti nella previdenza integrativa?' Credo che ulla sul Tfr sia una discussione inutile".

La Cgil ha presentato una piattaforma con delle proposte ben precise sulla crescita e sul lavoro. Cosa succederà se il governo, come ha sottilineato la Camusso, continuerà a non dialogare e a confrontarsi, "come madame Tatcher", con le organizzazioni sindacali?
"Andremo avanti per la nostra strada. Spero unitariamente (con Cisl e Uil, ndr). Sono certo che si ricostituirà l'unità del sindacato. Io farò di tutto per questo".

Ci sarà uno sciopero generale?
"Non lo so. Andiamo a vedere prima cosa ci dirà il governo e poi decideremo".

 LA NOTIZIA

 Il consiglio dei ministri ha autorizzato l'esecutivo a porre la questione di fiducia in Senato sul ddl Lavoro. Lo si apprende da fonti governative.

Tags:
renzicgil
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