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Economia
Cgil, rottura Camusso-Landini. Il leader Fiom presenta una lista alternativa

Separati in casa. La rottura tra il segretario della Cgil, Susanna Camusso, e il leader della Fiom, Maurizio Landini, è ormai ufficiale. I nodi, visibili da tempo, sono venuti al pettine al congresso di Rimini, in occasione del quale il segretario delle tute blu ha presentato una lista una lista alternativa a quella di maggioranza per l'elezione del nuovo comitato direttivo del sindacato a Firenze.

I firmatari della lista di Landini sono 110 i firmatar e fanno parte per la maggior parte all'ex area "Lavoro e societa".  Le liste presentate sono 3 in totale. Delle latre due una   fa riferimento alla minoranza di Giorgio Cremaschi (31 firme) e quella della maggioranza che fa capo al segretario generale Susanna Camusso.

"Siamo partiti uniti e siamo spaccati grazie al segretario generale", ha accusato Landini dal palco del XVII congresso del maggior sindacato italiano. "Ora un codice etico", ha chiesto nel suo intervento incentrato tutto sul bisogno di un profondo rinnovamento della Cgil. "Il sindacato deve essere una casa di vetro sui bilanci e sulle spese. Ce lo chiedono i giovani, non Renzi". Landini ha invocato anche un "codice etico" per l'organizzazione: "Non mi preoccupo di quello che succederà a me o di cosa otterrò io. Mi preoccupo di cosa sarà della Cgil dopo di me. La situazione non si risolve a colpi di maggioranza".

Poi l'attacco a Bonanni, segretario della Cisl, e agli applausi di ieri della platea che hanno scatenato polemiche: "E' il sindacato che ha firmato con la Fiat e ha fatto i contratti separati. E viene qui a fare la lezione di democrazia a noi e non abbiamo problemi ad applaudirlo? Stiamo scherzando? Mi vengono i capelli dritti". "Renzi spopola per colpa nostra". Parlando alla platea, Landini ha poi aggiunto: "Sono d'accordo che vada riaperta la vertenza con il governo sulle pensioni, sulla questione fiscale e sugli ammortizzatori sociali. Noi", ha aggiunto il leader Fiom, "non siamo stati sconfitti sulle pensioni, noi quella partita non l'abbiamo nemmeno aperta: il consenso sociale che in questo momento il governo Renzi ha - ha ribadito - è figlio delle cose che non abbiamo fatto negli anni". 'Doveva essere un congresso unitario e la Fiom aveva scelto di lavorare non su documenti contrapposti", ha precisato Landini, "ma non è stato cosi, stiamo celebrando un congresso partito unitario e che non si conclude unitario. Ma non c'è alcuna scissione".

A Rimini c'era anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti. "Il sindacato ha fatto il suo mestiere rappresentando interessi legittimi e facendo le sue valutazioni. Io non metto la responsabilità sugli altri. Penso che oggi il governo una scelta l'abbia fatta: c'è bisogno di un radicale cambiamento del paese", ha affermato il ministro, incontrando i giornalisti a margine del congresso della Cgil, al Palacongresso di Rimini,dove è stato accolto da applausi e anche da qualche fischio.

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