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Cina, stop agli investimenti all’estero. Svolta storica del governo di Pechino

Cina/Stoppati i prestiti per le attività estere di Wanda Group altre grandi conglomerate, quali ripercussioni per Legendary, Inter e Milan?

Contrordine compagni: il presidente cinese Xi Jinping non intende più favorire acquisizioni estere di gruppi cinesi come Wanda, Hna, Anbag, Fosum e Zhejiang Luosen e subito le autorità chiedono alle grandi banche di stoppare nuovi prestiti. L’ordine ora è tagliare il debito e il miliardario Wang Jianlin, fondatore di Wanda, non se lo fa ripeter due volte e inizia a cedere asset turistico-alberghieri per 9,3 miliardi di dollari promettendo di dimezzare da 60 a 30 miliardi il debito complessivo. A rischio sono ora i finanziamenti a società come Legenday Entertainment, Uci Cinemas, Sunseeker Yacths, ma anche Inter, Milan, Atletico Madrid e Wolverhampton Wanderers potrebbero subire qualche contraccolpo. Sullo sfondo il timore che con tassi in risalita i giganti cinesi dimostrino di avere piedi d’argilla

 

Le autorità cinesi sono intenzionate a fare luce su alcuni investimenti “irrazionali” compiuti negli ultimi mesi e anni da grandi gruppi come Dalian Wanda Group che pochi giorni fa ha annunciato di voler cedere le sue attività nel settore turistico-alberghiero in Cina a Sunac China per 9,3 miliardi di dollari, di fatto rinunciando alla sfida lanciata aggressivamente a Walt Disney Company lo scorso anno, a causa dell’eccesso di debiti.

Ma se il colosso americano può sorridere di fronte alla resa di Wang Jianlin, il miliardario cinese che lo scorso anno aveva dichiarato di voler portare al fallimento il parco di Magic Kingdom che Disney ha inaugurato a Shanghai nel giugno 2016, molte altre società nel settore immobiliare, del cinema e dell’intrattenimento potrebbero non essere così felici dei problemi di Wang e di altri suoi epigoni.

Proprio la necessità di ridurre i debiti delle grandi corporation cinesi è da qualche tempo il tema centrale di una campagna lanciata dal presidente cinese Xi Jinping. Secondo un’analisi di Reuters Wanta e le sue controllate hanno effettuato acquisizioni estere per oltre 14 miliardi di dollari dal 2012, indebitandosi pesantemente. Così la cessione a Sunac China sembra un tentativo di affrontare le preoccupazioni legate ad una eccessiva leva finanziaria, come confermano le dichiarazioni di Wang Jianlin di voler ridurre il debito complessivo da 60 a 30 miliardi.

Tra le acquisizioni di Wanda (la cui divisione cinematografica è divenuta il maggior gestore di cinema al mondo) vi sono state in questi anni la catena cinematografica Amc Entertainment Holdings, il produttore hollywoodiano Legendary Entertainment, le catene Odeon & Uci Cinemas e Nordic Cinema Group, ma anche un produttore britannico di yacht di lusso (Sunseeker Yacths) e un club di calcio spagnolo, l’Atletico Madrid.

Da notare, peraltro, che proprio la volontà di compiacere Xi Jinping, all’epoca interessato a migliorare il profilo della Cina nel grande calcio mondiale, ha portato molti gruppi cinesi a comprare una dozzina di club calcistici europei, tra cui Inter e Milan, spendendo oltre 2 miliardi di dollari solo negli ultimi due anni. Investimenti che si è sempre creduto fossero utili a Pechino in vista degli sviluppi della nuova “via della seta” con cui la Cina intende aumentare gli investimenti infrastrutturali in patria e all’estero.

Ora, però, il vento è cambiato e come ha rivelato il Wall Street Journal le autorità bancarie cinesi hanno già ordinato ad Agricultural Bank of China e alle altre maggiori banche del paese di non concedere ulteriori prestiti a Wanda o ad altri gruppi impegnati in acquisizioni e investimenti all’estero. Tra questi vi sarebbero Hna Group (principale azionista di Deutsche Bank ma anche proprietario di Swissport e Gate Gourmet), Anbang Insurance (che ha rilevato l’hotel Waldorf Astoria a New York), Fosun International (cui appartiene la squadra inglese del Wolverhampton Wanderers) e Zhejiang Luosen (capofila del consorzio di investitori cinesi che ha rilevato l’Ac Milan).

Società che, quanto meno, restano sotto i riflettori delle autorità di Pechino che, come ha confermato un portavoce del ministero del commercio estero, Gao Feng, vogliono continuare a monitorare l’andamento di investimenti esteri “irrazionali” nei settori immobiliari, alberghiero, cinematografico e dell’intrattenimento. Investimenti che, dopo essere saliti del 44% lo scorso anno alla cifra record di 346 miliardi di dollari di acquisizioni, sono crollati del 45% su base annua nei primi sei mesi del 2017.

L’ulteriore contraccolpo che la “stretta” decisa da Pechino potrebbe generare riguarda la capacità di finanziare le attività estere dei gruppi cinesi: secondo fonti riportate dal Wall Street Journal, infatti, la Cina potrebbe bloccare ulteriori finanziamenti, generati in patria, per le controllate estere delle sue conglomerate, e non è chiaro se tutte le società acquisite in questi anni siano in grado di autofinanziarsi da sole, senza poter far conto sulla capogruppo.

Nei guai potrebbe trovarsi, in particolare, Legendary Entertainment, ma anche per Inter e Milan potrebbero esservi problemi nella delicata fase del calciomercato, se i due club si troveranno a dover fare cassa prima di poter investire su nuovi calciatori. Come dei giganti dai piedi d’argilla i colossi cinesi sembrano essere cresciuti troppo e troppo in fretta in anni di “denaro facile”: la decisione di togliere loro il gas riuscirà a impedirne l’implosione sotto il peso del debito nei prossimi anni, che potrebbero essere contraddistinti da tassi in crescita in tutto il mondo? Non tutti sembrano esserne sicuri, anche a Pechino.