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Economia

La conferenza internazionale sul clima di Varsavia è entrata nella sua fase conclusiva. L'obiettivo del summit è arrivare alla firma di un accordo globale nel 2015 a Parigi, accordo che porterà a una nuova riduzione delle emissioni di gas serra. Il commissario Ue al clima, Connie Hedegaard, che guiderà la delegazione europea, ha annunciato che Varsavia deve preparare l'annuncio di "forti impegni" per la riduzione di CO2. "Quello di cui il mondo ha bisogno non sono passi indietro", ha detto Hedegaard, sottolineando la necessità che la Ue mantenga un ruolo guida nei cambiamenti climatici.
 
La data del 2015 "va presa sul serio", a suo avviso, perché la comunità internazionale è già "molto in ritardo" nella lotta conto i cambiamenti climatici. "Nessuno dovrà avere delle scuse per non essere pronto entro limiti ragionevoli prima del vertice di Parigi" previsto nel 2015 e in cui dovrà essere adottato un accordo definitivo e legalmente vincolante, ha dichiarato. Alcuni Stati però - come il Brasile - hanno già fatto sapere che ritengono la data insufficiente, rimandando un impegno sulle cifre effettive della riduzione ad un secondo momento.

 "La riunione di Varsavia è un passo importante nell'attuare gli impegni presi fino ad ora, trovare modi di condurre azioni a breve termine piu' ambiziose e preparare l'intesa del 2015". Lo ha detto il ministro dell'ambiente lituano, Valentinas Mazuronis, per la presidenza di turno dell'Ue. "Vogliamo impegni reali da tutte le regioni nel mondo", ha affermato il presidente della commissione ambiente dell'Europarlamento, Matthias Groote, capo della delegazione di eurodeputati a Varsavia. "Con l'accordo di Parigi 2015 in mente, dobbiamo premere per impegni vincolanti anche dai Paesi in via di sviluppo", ha aggiunto.

Intanto, sei organizzazioni ambientaliste (ActionAid, Amici della Terra Europa, Greenpeace, Christian Aid, Oxfam, Wwf) e la Confederazione Internazionale dei Sindacati hanno rivolto una serie di richieste alla Cop19. Richieste che sono le seguenti: impostare e attuare obiettivi al 2020 per il clima con tagli alle emissioni che siano maggiori e non minori che in passato; assicurarsi che il supporto finanziario e tecnologico, promesso per i più vulnerabili del mondo, venga assegnato in modo che possano adattarsi agli impatti climatici; creare protezione per le persone provenienti dai paesi che affrontano i nuovi rischi provocati dal clima cambiato.

"Se tutto questo non sarà fatto - si legge nell'appello - sarà un tragico fallimento: un fallimento da parte dei governi dei Paesi sviluppati, verso i loro obblighi giuridici e morali, governi che stanno costantemente minando questo processo, negoziando in malafede senza avere nulla da offrire. Un fallimento dei governi dei paesi in via di sviluppo nel difendere le esigenze e i diritti dei propri cittadini. Un nostro fallimento per non aver saputo amplificare abbastanza la chiamata all'azione della gente comune e fare tutto quanto in nostro potere per scongiurare la crisi climatica".

"Varsavia deve rispondere a un'emergenza planetaria", ribadiscono i firmatari. Alla Cop 19 si chiede di fare un passo in avanti verso una giusta transizione, spostando le comunità e economie verso un percorso più sostenibile, e ai governi di avviare questa fase di transizione e garantire posti di lavoro dignitosi in un futuro sostenibile, disponibile per tutti. A partire dal settore energetico, principale fonte di inquinamento del clima, puntando sulle energie rinnovabili che possono garantire l'accesso all'energia a 1,3 miliardi di persone ora escluse.

"I governi a Varsavia - si legge ancora nell'appello - dovrebbero adottare misure concrete per fermare i fondi pubblici alle imprese energetiche sporche e sostenere misure finanziarie a livello globale, con la creazione di un conto energía globale che porti anche energia pulita e conveniente ai poveri del mondo, e fornire finanziamenti pubblici su vasta scala per sostenere gli sforzi di adattamento di cui c'è disperatamente bisogno e stabilire un meccanismo significativo per far fronte a 'perdite e danni".

"Facciamo appello ai leader a Varsavia perché dimostrino che sceglieranno l'energia pulita contro l'energia sporca, le fonti rinnovabili rispetto ai combustibili fossili, i bisogni delle persone più degli interessi delle lobby e un futuro sicuro, senza il cambiamento climático catastrofico", concludono i sette firmatari dell'appello.

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