Qualche lettore mi aveva criticato perché in un mio precedente intervento della vigilia avevo definito, al di là del merito giuridico, la sentenza di condanna di Silvio Berlusconi una iattura per il Paese. Una iattura politica, ovviamente.
Gli ultimi dati di Bankitalia sono allarmanti: il debito pubblico cresce e rischia di finire fuori controllo. Mai come ora si avverte il rischio Grecia. Ma a fronte di questo la classe politica, egoista e dissennata, privilegia il marketing e ogni partito lavora per il proprio posizionamento (c’è sempre alle viste un appuntamento elettorale, ora le europee e magari le politiche anticipate) e non per il bene della nazione.
Riusciamo a fermarci sull’orlo del precipizio? Riusciamo a rispolverare quell’orgoglio nazionale che in passato ci ha consentito di superare altre emergenze nazionali?
Diversamente nessuno si illuda: non ci saranno vincitori, perderemo tutti. E non c’e’ tempo da perdere.
(scritto per La discussione)
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