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Economia

''Pare quasi che si faccia di tutto per costringerci a varcare il confine per trovare condizioni di normalita' in cui fare impresa. Normalita' significa non subire un fisco che tassa il 68,3% degli utili lordi d'impresa, mentre, ad esempio in Svizzera, questa aliquota e' appena del 30,2%''. Lo ha detto il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, nella sua relazione all'assemblea annuale. ''Eppure rimaniamo qui, in Italia, perche' qui abbiamo le nostre radici - ha aggiunto Merletti -, e vogliamo continuare a vivere e a lavorare nella nostra terra. Ma in condizioni simili a quelle degli altri Paesi europei''. Per questo, secondo Merletti ''e' il momento di dare un chiaro segnale di inversione di tendenza in materia fiscale e, con l'uscita dell'Italia dalla procedura di infrazione per deficit eccessivo, si possono creare nuove opportunita' avendo, comunque, sempre ben saldo il controllo dei conti pubblici. Bisogna ridare fiducia alle imprese e alle famiglie con un riequilibrio della tassazione a loro favore e rivitalizzare la domanda interna. Senza domanda non si cresce: se non ripartono i consumi interni non e' pensabile che la nostra crescita si basi solo sull'export''.

L’esito è che "da novembre 2011 a oggi il sistema produttivo ha perso 60mila imprese, la disoccupazione giovanile è cresciuta di oltre 8 punti, il Pil è calato del 3,4%, la pressione fiscale è aumentata di quasi 2 punti e il credito alle imprese è diminuito di 65 miliardi". Numeri impietosi per Merletti, anche per lo scenario politico creatosi in questi ultimi due anni:"Da novembre 2011 - ha aggiunto - abbiamo avuto 18 mesi di Governo tecnico supplente, poi un estenuante ‘stallo alla messicana, uno sterile duello in cui le forze politiche si sono tenute sotto tiro a vicenda".

Non solo: dal 2008 agli inizi del 2013 si sono persi 680 occupati under 35 al giorno. ''Serve un progetto per il futuro del Paese - ha detto Merletti -. Negli anni sessanta abbiamo fatto la nostra rivoluzione economica proprio perche' avevamo una spinta comune. Un progetto che - oggi - deve puntare sull'occupazione, sui giovani, sulla formazione, deve premiare chi prepara al lavoro le nuove generazioni''. ''L'anno scorso abbiamo assistito all'ennesimo paradosso: mentre il Ministro del Lavoro indicava l'apprendistato come la via maestra per formare i giovani, al tempo stesso lo caricava di nuovi costi e complicazioni. E imponeva barriere al mercato del lavoro, in ingresso e in uscita - ha proseguito Merletti -. Questi errori si pagano cari. Basta leggere le cifre della disoccupazione giovanile: dal 2008 a inizio 2013, ogni giorno, abbiamo perso 680 occupati sotto i trentacinque anni''. ''E allora, anche qui, servono buon senso, concretezza e un progetto di ampio respiro - ha concluso Merletti -. Eliminate costi e vincoli che imprigionano il mercato del lavoro, riducete e semplificate le leggi sull'occupazione, valorizzate il ruolo della contrattazione collettiva''.

Imprenditori, famiglie e giovani "non ne possono più di promesse non mantenute, di impegni non rispettati, di norme fatte e disfatte, di troppe leggi che non producono effetti o che addirittura danno risultati opposti a quelli auspicati", ha proseguito chiedendo alla politica un cambio di passo. A partire dalla modifica della legge Fornero "che ha aumentato costi e complicazioni a carico delle imprese" facendo aumentare la disoccupazione.

Si deve mettere mano anche al decreto sblocca debiti ("un labirinto inestricabile" che "non ha risolto i problemi") e al Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti speciali, «che negli ultimi tre anni è costato 250 milioni alle imprese e non è mai entrato in funzione". Merletti ha poi chiesto alla politica "di costruire e di indicare finalmente un progetto di futuro per il Paese intorno al quale coinvolgere gli sforzi e l’impegno di tutti". Un passo importante in questo senso, ha sottolineato, "è stato compiuto con il decreto legge sulle ristrutturazioni che dà slancio alle imprese della filiera dell’edilizia, dell’installazione di impianti e dell’arredo: tra le più colpite dalla crisi".

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