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Economia
Confindustria, Squinzi torna a strigliare Renzi: "Ora i fatti"

Il risultato ottenuto da Renzi alle elezioni europee "e' straordinario", il premier ha ora un mandato che "testimonia la voglia di cambiamento che c'e' nel Paese: ma questa voglia attende fatti che diano sostanza alle riforme e alla crescita". Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi gira la boa del suo mandato quadriennale e apre l'assemblea degli industriali con un riconoscimento all'esecutivo che ha dato "segnali incoraggianti di rinnovamento", dalla legge elettorale alla semplificazione, fino alla legislazione sul lavoro. Adesso, chiede Squinzi, bisogna "costruire un'Italia nuova superando le vecchie logiche", perche' dalla crisi "possiamo uscire solo decidendo cio' che da almeno 2 decenni non abbiamo avuto il coraggio di fare. Cambiare decidendo".

Il numero uno dell'associazione degli industriali sottolinea che "un risultato straordinario come questo voto ci fanno sperare che la stagione delle riforme istituzionali adesso parta davvero". E su questo, continua Squinzi, la disponibilita' degli industriali e' immutata e completa".

La diagnosi di Confindustria sull'andamento dell'economia italiana tuttavia e' impietoso, "anche quest'anno la crescita che vorremmo vedere non ci sara' e assieme alla crescita non ci sara' il lavoro". "Non e' questa l'Italia che vogliamo - aggiunge - non ci rassegnamo ad un Paese stanco e sfiduciato vittima di mali antichi, astruso e ostile alla cultura dell'impresa, del merito e del rischio. Adesso l'Italia ha il compito di lavorare ad un cambio di passo in Europa, ma basta austerita' e rigore, perche' l'economia europea "arranca, gravata da una moneta molto forte e da politiche di bilancio insostenibili".

Squinzi dedica un passaggio forte alla lotta alla corruzione e fa un cenno alle recenti vicende di cronaca che hanno riguardato l'organizzazione dell'Expo di Milano. "Chi corrompe fa male alla comunita' e al mercato. Queste persone non possono stare in Confindustria". Quanto alle riforme del lavoro, il leader degli industriali chiede di "semplificare e migliorare la contrattazione collettiva".

La risposta del governo arriva dal ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, gia' presidente dei giovani industriali che difende il ruolo delle imprese nel Paese: "Dobbiamo dire basta alla dilagante cultura anti-imprenditoriale. Basta alla criminalizzazione del profitto. Solo un imprenditore che fa profitti puo' investire, crescere e dare occupazione". Un Cdm, entro il 20 giugno arrivera' "un pacchetto normativo articolato che includera' misure a favore del rafforzamento patrimoniale delle imprese".

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