di Andrea Deugeni
@andreadeugeni
Confindustria Toscana Nord ai nastri di partenza. Gli effetti della riforma Pesenti varata dalla presidenza Squinzi e che a giugno ha ricevuto il via libera dell’assemblea straordinaria di Confindustria per modificare lo statuto iniziano a vedersi in Toscana dove le associazioni provinciali provvederanno all’accorpamento delle strutture per dare una sforbiciata ai costi del sistema Confindustria.
Assindustria Prato convolerà a nozze con Pistoia e Lucca, un altro tassello verso il processo aggregativo che le tre associazioni hanno già avviato un anno fa, anticipando lo spirito della riforma Pesenti. Uno degli scopi della riforma è quello di dimezzare in un triennio il numero delle associazioni territoriali aderenti al sistema: nel 2018, degli attuali 258 presidi provinciali e regionali, ne dovranno rimanere circa 130. Il tutto al termine di un complesso processo di fusioni, patti federativi e altre formule organizzative.
In Toscana, per esempio, al momento stanno prendendo corpo due grandi blocchi, perché a Pistoia, Prato e Lucca si contrapporranno Pisa, Livorno e Massa Carrara. Raggruppamento a cui ha deciso di prendere parte anche il capoluogo Firenze.
