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La giornata più lunga di Mediobanca da un anno e mezzo a questa parte. Da quando, cioè, l'amministratore delegato Alberto Nagel era stato interrogato dal Pm Luigi Orsi per l'affaire Ligresti e il famoso papello con le richieste dell'Ingegnere alle banche per uscire dalla galassia Premafin.

Blitz questa mattina degli ispettori della Consob e degli investigatori del Nucleo valutario della Guardia di Finanza negli uffici di Mediobanca per acquisire documenti. In un primo momento, per bocca di un portavoce, la banca guidata da Alberto Nagel e Renato Pagliaro ha fatto sapere che si trattava di "una visita di routine sull'operatività del gruppo", come previsto dalla normativa sul market abuse che regola i casi di insider trading e aggiotaggio.

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Insomma, gli accertamenti, secondo la banca di piazzetta Cuccia, non sarebbero rientrati nel quadro di alcuna inchiesta penale ma sarebbero stati semplicemente di natura amministrativa, come nei poteri della Consob. Una notizia che comunque aveva sortito i suoi contraccolpi in borsa, con il titolo della merchant bank milanese che in un primo momento è crollato di oltre il 3% per ripiegare poi a fine seduta di un -0,75% a 6,585 euro. 

A metà pomeriggio, l'authority che vigila sui mercati presieduta da Giuseppe Vegas ha alzato il velo sulla natura del blitz, precisando che si tratta di un'ispezione "volta a verificare potenziali abusi di mercato eventualmente commessi nel 2013 nell'ambito di operazioni per le quali Mediobanca ha agito come intermediario negoziatore (raccolta di ordini, ndr)", come i collocamenti di Banca Generali e Milano Assicurazioni.

E così gli ispettori della Commissione hanno acquisito presso l'istituto di Piazzetta Cuccia i materiali relativi alle due operazioni, realizzate con la procedura dell'"accelerated book building", per verificare eventuali fughe di notizie di cui possa essersi avvantaggiato qualche investitore visto che la Consob ha rilevato movimenti anomali sui titoli azionari qualche giorno prima dell'annuncio dei deal al mercato.

Entrambe le operazioni hanno visto l'istituto di Piazzetta Cuccia nel ruolo di book runner, assieme a Ubs nel caso del collocamento Banca Generali, da solo sulle Milano risparmio. I deal risalgono allo scorso anno. A inizio aprile le Assicurazioni Generali, allora in possesso del 63,5% della controllata attiva nel risparmio gestito Banca Generali, hanno annunciato l'avvio del collocamento di una quota fino al 12% del capitale della banca presso investitori istituzionali. La conclusione dell'operazione, per un valore di 185 milioni al prezzo di 13,55 euro per azione e con una plusvalenza di 143 milioni per il gruppo triestino, era stata resa nota il giorno successivo.

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