I contratti a tempo determinato potranno essere sempre senza causale fino a 36 mesi. Lo precisa il ministero del Lavoro, che con una nota chiarisce alcuni dubbi interpretativi del decreto legge approvato nel Consiglio dei ministri di mercoledi’ scorso.
“Con l’entrata in vigore del decreto legge il datore di lavoro puo’ sempre instaurare rapporti di lavoro a tempo determinato senza causale, nel limite di durata di trentasei mesi. Viene cosi’ superata la precedente disciplina che limitava tale possibilita’ solo al primo rapporto di lavoro a tempo determinato. Inoltre, la possibilita’ di prorogare un contratto di lavoro a termine in corso di svolgimento e’ sempre ammessa, fino ad un massimo di 8 volte nei trentasei mesi”.
Il ministero spiega poi che “rimane, quale unica condizione per le proroghe, il fatto che si riferiscano alla stessa attivita’ lavorativa per la quale il contratto e’ stato inizialmente stipulato”.
Nell’introdurre il limite del 20% di contratti a termine che ciascun datore di lavoro puo’ stipulare rispetto al proprio organico complessivo, il decreto fa comunque salvo quanto disposto dall’art. 10, comma 7, del D.lgs. 368/2001, che da un lato lascia alla contrattazione collettiva la possibilita’ di modificare tale limite quantitativo e, dall’altro, tiene conto delle esigenze connesse alle sostituzioni e alla stagionalita’.
Infine, per tenere conto delle realta’ imprenditoriali piu’ piccole, e’ previsto che le imprese che occupano fino a 5 dipendenti possono comunque stipulare un contratto a termine“. “Con questi interventi – sottolinea il ministero guidato da Giuliano Poletti – il governo ha inteso offrire la risposta ritenuta piu’ efficace alle attuali esigenze del contesto occupazionale e produttivo del Paese. Naturalmente, si tratta di misure sulle quali il Parlamento sara’ chiamato a pronunciarsi fin dai prossimi giorni e potra’ fornire spunti e proposte per un loro eventuale miglioramento.
Immediata la replica dei sindacati. ”Con il decreto che e’ stato annunciato, il contratto a termine acausale, si e’ fatto esattamente l’opposto di quello che lo stesso Presidente del Consiglio dichiarava; si e’ creata un’altra forma di precarieta’. Una forma per cui puoi una persona puo’ essere assunta e licenziata per tre anni senza alcuna ragione e senza alcuna causa. Siamo preoccupati e contrari. Siamo all’opposto di quell’idea di riduzione della precaria e dell’incertezza dei lavoratori che sarebbe necessaria”, ha detto Susanna Camusso, segretario generale della CGIL, in un’intervista rilasciata a Luca Telese in onda stasera a ”Matrix” alle ore 23.40 su Canale 5. ”Se questo contratto sostituisse tutte le forme di contratti precari, sancirebbe il fatto che non ci sarebbe nessuna regola e non mi pare una buona soluzione. Siamo disposti a discutere invece di un contratto unico – ha ribadito il segretario generale della CGIL – ma prima bisogna abolire il decreto che hanno deciso di fare”. A proposito della concertazione, poi, Camusso ha chiarito: ”I rapporti con il presidente Renzi sono, dal punto di vista delle relazioni con le parti sociali, inesistenti. Mi pare che abbia affermato in varie occasioni che non intende incontrarle. Alle richieste di Confindustria ha risposto: ‘Invece dei tavoli mandatemi delle mail”’. Alla domanda di Luca Telese se la CGIL richiedera’ un incontro, Susanna Camusso ha riposto ironicamente: ”Non lo richiederemo via mail e nemmeno via Twitter”.
